Bambina Liberatore

Bambina Liberatore, nasce  il 19 agosto del 1951 a  San Marco In Lamis. Figlia di  Giggine “Cristaredde” (vedi « Festa della Memoria » Tommaso Nardella) e Lucia Fulgaro. Suo padre lascia San Marco nel 1951 per il Belgio e il resto della famiglia, la madre e quattro figli, lo raggiungono nel 1956. Attualmente vive a Bruxelles dove lavora come attrice. Il teatro è la sua passione. L’arte è stata la sua risposta istintiva alla sofferenza causato dallo sradicamento dalle sue origini. Durante l’infanzia e soprattutto verso la prima giovinezza, l’ambiente  familiare e  culturale  lascia, poco a poco, il posto al  mondo  belga, dove tutto sembra più attraente, moderno, all’avanguardia.

Una breccia  si apre invisibilmente tra un passato,  troppo antico, colmo di  nostalgia dell’esilio , con la consapevolezza  di una miseria  abissale, e un futuro, proiettato nell’illusione di un domani migliore, dove tutto  però si valuta in termini economici, tra la bretella autostradale  e i grandi edifici  belli come un disegno. Il teatro, come se ne accorse  molto più tardi, avrà la funzione di ripristinare una scena tra il  reale e l’immaginario, che va a riempire lo spazio, sempre piu ampio, tra ricordi di un passato non pienamente vissuto e un presente che rimane tuttavia indecifrabile. L’esperienza del successo, a fine spettacolo, crea una sorta di inconscia riconciliazione,  un’ auto-catarsi.
Da bambina ha vissuto in Vallonia, dove le statistiche affermavano che i bambini immigrati, rispetto ai nativi,  erano più bravi nell’apprendimento del francese. Lei faceva  parte di quella élite paradossale che si dimostrò  sensibile   alla vibrazione della lingua parlata. La vibrazione che s’imprime nell’animo di tutto un popolo. Il paradosso vuole , in effetti ,  che si diventa  tanto più sensibili alla lingua del paese ospitante (il francese) quanto più ci si sente tacitamente in dovere di reprimere  la propria (l’italiano). Anzi,  reprimere una lingua  più originaria ancora: il dialetto sammarchese, la lingua  più eloquente, quella del cuore, delle radici, delle origini, della storia familiare, dei non detti. Quella le cui  parole non possono essere dette ad alta voce in una terra tanto straniera , tanto fredda, tanto abbandonata da qualsiasi presenza amichevole, quanto quella dell’esilio.

La lingua francese dunque è stata solo, in un primo tempo, un semplice strumento , nel quale  era necessario  eccellere. Ma contatto dopo contatto  , la passione del teatro le viene trasmessa , e con essa un supplemento d’ anima  che sembrava essenziale alla sopravvivenza. Tutto un  mondo si apriva a lei. Dopo  aver trascorso un  breve periodo presso la facoltà  di giurisprudenza  all’Università di Bruxelles, decide ,nonostante tutto ,di di rimanere fedele a se stessa e abbandona giurisprudenza per passare alla Scuola d’Arte Drammatica a Louvain-La-Neuve, I.A.D. Decide di ascoltare e far  ascoltare ad altri , quella voce particolare, dentro di sé, che va ben oltre i testi e che l’aiuta ad andare avanti.

In teatro, partecipa a molte avventure tra le quali la  più recente è stata la ripresa nel 2009 e nel 2010 di «Joyeuses Pâques » ( Buona pasqua), un componimento teatrale   di Jean Poiret, con attori provenienti dal mondo televisivo belga e dal Théâtre Royal des Galleries . « Knock »di Jules Romains  al Theatre Royal du Parc . Per dieci anni ha partecipato attivamente  alle molte avventure del mitico Théâtre-Poème di Bruxelles, creato da  Monique Dorsel. Ha recitato  in numerose produzioni , spaziando dalla letteratura classica (Rousseau, Diderot) a quella  contemporanea (Sartre, Claudel). In questo contesto, ha creato, con Monique Dorsel, al Festival del Castello di Seneffe un componimento teatrale:  « Immer Leiser » del filosofo Frank Pierobon, al quale è stato  recentemente assegnato il Premio Vaxelaire dell’ Accadémie royale de la littérature et des lettres belges (Accademia reale della letteratura e delle lettere belghe). In precedenza  aveva recitato, al Théâtre de la Valette con Leonil McCormick,  un componimento teatrale   di Hippolyte Wouters: « Le choix d’ Hercule »(la scelta di Ercole), dove  interpretava la parte di Cuzzoni  di fronte a  Georg Friedrich Händel .

Partendo da un consolidato mestiere di attrice, passa successivamente alla messa in scena per  «  les Souvenirs d’un prospecteur » (le memorie di un cercatore) di  Pierobon Frank,   la cui realizzazione è stata  salutata dalla critica in termini entusiastici.  Vanta inoltre una serie di messe in scene di componimenti teatrali  nell ‘ambito di progetti educativi per le scuole come « La violence à l’école , c’est quoi ? »(La violenza nelle scuole  che cos è? ) ,con Pascale Champagne e «L’irresistible ascension »de Jules César …( l”Irresistible ascensione  di Giulio Cesare … ). Ha anche recitato in numerosi cortometraggi come «  Ragazzo rosso » di Marco Zagaglia , « Fais-moi danser »( Fammi ballare) di Paul Constant e « Plus que deux » ( Ne mancano due) di Yves Cantraine ..
Un lungometraggio è in preparazione …
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