Cover Art again - (a cura di Nicola Maria Spagnoli)

Cover Art again: Eugenio Finardi, Blitz (1978)

Scritto da Nicola Maria Spagnoli

Roma, martedì 30 aprile 2013 - Ogni tanto un disco italiano ci vuole anche se Finardi fece il suo esordio in inglese essendo un cittadino sia americano che italiano. Aveva esordito nel 1973 con un 45 giri, Spacey Stacey, decisamente hard rock. Nel ’78  Finardi avev già raggiunto una notorietà ed un successo notevole in Italia, crescente a partire dal progressive Non gettate alcun oggetto dal finestrino, primo album del ’75, per continuare con Sugo e con Diesel, riconosciuto come il suo capolavoro dei ’70.

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Cover Art again: Weather Report, I sing the body electric (1971)

Scritto da Nicola Maria Spagnoli

Roma, mercoledì 6 marzo 2013 - Weather Report fu Il “bollettino Meteorologico” più famoso del mondo, almeno per tutti gli anni ’70, naturalmente in campo musicale. Un gruppo-laboratorio, per i primi album, di avanguardia e sperimentale nato da una costola del Miles Davis quello di  In a Silent Way (1969) e soprattutto di Bitches Brew (1970). Dalla stessa fucina altri collaboratori di Davis  fecero di lì a poco la storia

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Cover Art again: Gong - Radio Gnome Invisible part I: Flying Teapot (1973)

Cover Art again a cura di Nicola Maria Spagnoli

Roma, domenica 30 dicembre 2012 - Questo micidiale gruppo fu partorito, agli inizi dei ’70, dalla mente pazzoide di un fricchettone australiano, il geniale Daevid Allen che, proveniente dalla Francia, fu un bel dì bloccato alla frontiera con la Gran Bretagna dove aveva avuto intenzione di trasferirsi. Questo blocco, per motivi burocratici (!?!), fu la sua fortuna perché avendo deciso, giocoforza, di allocare per un pò nella più liberale Parigi trovò il suo ambiente ideale. In Francia allora già c’erano, ai tempi, non pochi rockkettari esaltati, primi in classifica i Magma di Christian Vander nonchè nell’aria gli echi molto vicini dei teutonici Amon Dull II, dei Can o dei Faust.


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Cover Art again: Pearls Before Swine - Balaklava (1968)

Roma, sabato 13 ottobre 2012 - (a cura di Nicola Maria Spagnoli) - Parliamo di un gruppo americano ma fortemente inglese ed europeo per cultura e sensibilità, i Pearls Before Swine e del loro secondo disco Balaklava  a tutt’oggi considerato il loro capolavoro in assoluto e che insieme al primo ed  al terzo disco poteva essere considerato di gruppo ma che poi, nonostante i successivi siano usciti con questo nome, non erano altro che dei dischi solisti del genio di Tom Rapp (1) . Leggi Tutto L'articolo

 

 


Cover Art again: Daniele Sepe - Canzoniere illustrato (2012)

 

Roma, venerdì 14 settembre 2012 - Speriamo proprio che il 17 porti fortuna a Daniele Sepe, un genio musicale internazionale di cui possiamo vantarci e a cui andrebbe riconosciuto piu’ merito: questo infatti e' il diciassettesimo album (due raccolte comprese) e non e’ un lavoro qualsiasi. Solo un artista vero poteva pubblicare, allegato al disco, un volume di 106 pagine di fumetti che illustrano i vari brani come al solito, fedeli alla linea, fra la world music, il jazz e quel miscuglio accattivante e coinvolgente chiamato patchanka e, da sottolineare, anche con il consueto impegno sociale nei testi. Certo non e’ il primo disco in cui ci sono dei fumetti, ma in genere li abbiamo visti solo in copertina, o poco piu’, come nell’indimenticato Cheap Thrills jopliniano del ’68 ad opera del grande Crumb e Supersnazz dei Flamin Groovies con i noti pupazzetti di Zoell.
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Cover Art again: The Charlatans - Who We Touch

Roma, domenica 2 settembre 2012 - Il brit-pop non vuol morire ma non fa altro che produrre repliche della fine degli ’80, a volte scadenti, a volte monumentali, come questo doppio vinile (e Cd naturalmente) dei, come dice qualcuno, capostipite del genere, i Charlatans, attivi in UK dal 1988. Il gruppo celebra, con questo corposo lavoro, il suo ventennale, dopo 18 dischi di cui 10 in studio, cercando ancora una volta di bissare il successo dell’esordio, dell’irraggiungibile, ahimè per loro, Some Friendly del 1990. Da dire subito che il secondo vinile è più che altro un riempitivo ben confezionato, giusto per fare le cose alla grande, alcuni pezzi sono b-side del passato ed altri dei demo del CD o LP n.1.

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Cover Art again: Caronte the Trip (1971)

Roma, domenica 1 luglio 2012 -  Caronte puo’ essere considerato, con il senno di poi, il primo vero grande disco di progressive italiano anche se la formazione dei Trip, in origine un trio con due elementi italiani ed uno inglese nel loro esordio beat-psichedelico (foto 8), anzi di, com’era scritto sul retro, di Musica Impressionistica. Il gruppo tornera’ trio nel successivo concept album Atlandide e nell’ultimo lavoro Time of Change, entrambi ugualmente importanti e capisaldi del Prog. Nati nel ’66 alla corte di Ricki Maiocchi (quello dell’interessante hit Uno in piu’) agli esordi contavano anche la presenza di Ritchie Blackmore ...(segue)

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Cover Art again: John Lennon Walls and Bridges (1974)

San Marco in Lamis, domenica 20 maggio 2012 - Un disco di Lennon senza Lennon!  A detta di molti. Di fatto, nei credits di questo Muri e Ponti, Lennon,quando si cita, non si cita come John (era senza Yoko Ono in quel periodo, e quindi senza stimoli intellettuali) ma come Dad, come padre di Julian, quel primo figlioletto ritrovato in quel periodo di crisi, ritrovato insieme ai vecchi compagni di ventura (i Beatles) e che con lui collabora banalmente alla batteria nel brano Ya Ya, l’ultimo del disco. Questo breve brano dell’album era stato inserito per tener fede ad un contratto, per ripagare, legalmente in un certo senso, uno degli autori della canzone ovvero Morris Levy che in passato aveva mosso causa a John per un altro brano preso in prestito da Lennon in cui non era stato citato.

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Cover Art again: Banco del mutuo soccorso - Banco ...di Terra (1977)

Roma mercoledì 14 marzo 2012 - Questo e’ certamente l’ultimo disco squisitamente Progressive del Banco del Mutuo Soccorso che da qui in poi si chiamerà semplicemente Banco. Capolavoro esclusivamente strumentale di vera, riuscitissima, fusion fra musica classica (ma non la solita usata nel genere), jazz e rock, in quanto il cantante Di Giacomo appare solo come poeta regalando una sua poesia che diventa i 7 titoli dei pezzi che conpongono l’opera. Vittorio Nocenzi dirige magistralmente e non invasivamente sia l’orchestra dell’Unione Musicisti di Roma, in un accompagnamento vagamente respighiano, che il  gruppo, oltre ad un ospite azzeccatissimo:

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Cover Art again: The Beatles - Sgt. Pepper's Lonely Heart Club Band (1967) -

Roma martedì 28 febbraio 2012Incominciamo dal disco o dalla copertina? Beh, nonostante il nome della rubrica, in considerazione del fatto che la copertina venne concepita dopo la registrazione dei brani del disco, come raccontano gli storici del gruppo, iniziamo dalla musica e poi per il “Disco più famoso di tutti i tempi” iniziare dall’immagine e’ proprio d’obbligo. C’e’ da fare una premessa importante, ovvero che i Beatles nei sette anni del loro dominio furono quello che tutti sanno per cui fu coniato apposta anche il termine di beatlesmania il che la dice tutta della popolarita’ raggiunta (superiore perfino a Gesu’ come dichiaro’ Lennon!), madame Ciccone o qualcun altro.

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Cover Art again - Yes Fragile (1972)

Forse mai nella storia del rock ci fu una collaborazione così proficua, continua e felice fra un gruppo e l’artista delle loro copertine. Fin dal terzo album degli Yes, dopo due album dalla copertina abbastanza anonima, Roger Dean inizia a lavorare per loro, e proprio nell’album della loro consacrazione, dopo il grande successo di critica di The Yes Album. Non si può certo dire che il successo di questo terzo disco sia dovuto al geniale pittore dato che Fragile è un capolavoro riconosciuto anche per il contenuto, un album che con il precedente  e quello successivo (Close to the Edge), forma la triade perfetta del Progressive e che in piu’, il che non guasta, ebbe a suo favore la miglior grafica possibile per i tempi.

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Cover Art again: Jefferson Airplane - thirty Seconds Over Winterland (1973)

Roma giovedì 16 febbraio 2012 - Forse la copertina (foto 1) più bella dei Jefferson Airplane (foto 2), o almeno quella con più riferimenti alla storia dell’arte, abbinata pero’ al disco più inutile della loro carriera. Dopo almeno una dozzina di capolavori assoluti (dal 1965 in poi ogni disco e’ praticamente un capolavoro) concludere così, con un live, dai concerti di Chicago e S. Francisco ’72-73, alquanto floscio e nient’affatto rappresentativo, è apparso ai tempi quasi come un’offesa a tutti gli appassionati, allora tantissimi, dell’ensemble, allora a 7 elementi.

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Cover Art again a cura di Nicola M. Spagnoli: David Bowie Aladdin Sane (1973)

Roma lunedì 06 febbraio 2012 -  Dopo, per molti, il disco considerato capolavoro di Ziggy Stardust, da Bowie ci si apettava, come per tutti gli artisti, qualcosa di simile, invece questo album deluse un po’ la critica, non che sia malvagio o scadente ma rispetto a Ziggy oppure ad Hunky Dory, considerati allora eccellenti prodotti pop, questo si puo’ definire certamente diverso come pure il successivo, fatto esclusivamente di cover, Pin-Ups. Il successo di vendite naturalmente supero’ quello dei primi album e comunque tutte e due le splendide copertine, fra le migliori della discografia del “Duca Bianco”, resteranno nella storia della Cover Art; in particolare questa (foto 1)

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Cover Art again: Nusrat Fateh Alii Kahn, Mustt Mustt (1990)

Roma giovedì 02 febbraio 2012 -  Innanzitutto bisogna dire che e’ un miracolo che un artista del genere abbia potuto esprimersi sul vinile e quindi essere poi conosciuto in tutto il mondo e non rimanere soltanto nel circuito del passa parola locale. Merito del grande Peter Gabriel che inizio’ a stampare in occidente i suoi lavori e questo e’ il primo disco completamente “occidentale” di uno dei più grandi cantanti di tutti i tempi (Jeff Buckley diceva spesso: Nusrat is my Elvis), Nusrat è stato chiamato Shahenshah-e-Qawwali, che significa L'imperatore del qawwali, fu fatto Sir nel Regno unito e alla sua morte, avvenuta a soli 48 anni, ebbe perfino i funerali di Stato in patria.

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Cover Art again: Walter Carlos "Arancia Meccanica" 1971

Roma venerdì 27 gennaio 2012 - Beethoven soprattutto ma anche Rossini, sia in versione originale Deutsche grammophon che strapazzati nevroticamente al Moog come il 2° movimento della Nona sinfonia  o l’Ouverture del Guglielmo Tell. Poi la versione di Gene Kelly di Singin’ in the rain introdotta a forza, perché era l’unica canzone di cui Malcom conosceva le parole e che fece indignare l’autore, Arthur Freed, allora ancora vivente, perché unita a scene di violenza estrema. Poi ancora altre musiche classico-medievali o contemporanee di altri autori, una colonna sonora, insomma, mista e variegata, ascrivibile a metà a Carlos, come performer poiché di suo c’è un solo pezzo nuovo ed originale: Timesteps e nemmeno intero ma un estratto anche se il disco fu impostato in questo modo:  “Trans Electronic Music Productions Present Walter Carlos’ Clockwork Orange”.

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Cover Art again: Latte e Miele trilogy

Roma venerdì 6 gennaio 2012 - Nel 1599, o per altri  nel biennio 1600-1601, per la Chiesa di  S. Luigi dei Francesi in Roma, Michelangelo Merisi da Caravaggio dipinge due quadri dedicati a S. Matteo apostolo,  la Vocazione (foto 1) ed il  Martirio (foto 2). Il primo, come tutti i quadri del Caravaggio fu subito bollato come una scena da osteria, del secondo fu detto che più che un martirio la scena sembrava riprendesse una rissa di borgata. Naturalmente il tempo ha dato ragione al Maestro ed ora questo capolavoro in cui è da notare la composizione ad X della scena e il suo autoritratto sullo sfondo a sinistra, non manca di ispirare anche la discografia “leggera” specie quella che si rifa’ al progressive rock che tanto ha sfruttato il classico ...

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Cover Art Again: The Rolling Stones

Un Mannish boy, hit di Bo Diddley, da favola, quasi meglio dell’originale, un Little red rooster quasi allo stesso livello nella terza facciata detta anche “El mocambo Side”. Poi ancora, da menzionare, una Sympaty for the devil come al solito trascinante, il martellante pianismo ed il finale casinista di It’s only rock’n roll sulla quarta ed infine Star Star cantata e condotta bene alla fine della prima facciata, tutto qui quello che si salva, musicalmente, di questo doppio live registrato nella tournee ’76-77 fra Parigi e Toronto, in Happy addirittura sembrano degli imitatori degli Stones (anche perche non la canta Jagger!). Su diciannove pezzi in doppio LP salvare a mala pena una facciata o poco piu sembra un po troppo poco per un gruppo come i Rolling Stones ...

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Cover Art again: Kraftwerk 1973

Roma lunedì 9 gennaio 2012 - Nessun album di studio dal 2003 cioe’ dai tempi di Tour de France e 20 anni dal penultimo, Computerwelt, eppure questa band è considerata ancor oggi la più innovativa e la più attuale del rock, l’unica che abbia influenzato radicalmente la musica pop e persino la musica nera. Certo dopo il primo album (del ’70) uscito in sordina e che era in pratica un seguito di Tone Float degli Organisation in cui militavano i fondatori dei Kraftwerk ovvero Ralf Hütter e Florian Schneider, con quell’originale e percussivo di Ruckzuck flauto traverso modificato, di gusto vagamente andino-minimalista, che produceva un doppio, originalissimo riff, nessuno si sarebbe aspettato di più . . .

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Cover Art Again: Clearlight Symphony (1975)

Roma sabato 22 ottobre 2011 - Un lavoro quasi ignorato dalla critica e dalla valutazione discografica che all’epoca non trovò il riscontro di Tabular Bells da cui forse deriva o che addirittura lo precede, come qualcuno sostiene. Fatto sta che la Virgin, interessata alla versione fornita da Cyrille Verdeaux (fig 2) coadiuvato dall’amico chitarrista Cristian Boulè, dal batterista Artman e dal bassista Isaacs, congelò il progetto per un paio d’anni per, appunto, dare spago all’opera di Mike Oldfield. Quando infine fu pubblicata, finì sul lato B del disco mentre sul lato A fu pubblicata una versione più blasonata, sempre però con il liquido e solenne pianismo di Cyrille in primo piano, con addirittura i Gong (Steve Hillage, Blake e Malherbe) al completo in una versione più space-rock.

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Ultimo aggiornamento (Martedì 30 Aprile 2013 13:46)