a cura di Nicola M. Spagnoli

Roma, lunedì 22 maggio 2017 -  Continuiamo a trattare dischi progressive solo perche’ con questo genere le copertine, fra la fine degli anni ’60 e gli inizi dei ’70, hanno subito, in positivo, una vera e propria rivoluzione, una svolta estetica che abbandonava la solita foto dell’artista o degli artisti piu’ o meno aggiustata e andava invece alla ricerca di qualcosa di nuovo, a volte aggrappandosi all’arte dei musei, specie quella contemporanea, a volta addirittura a quella classica. Purtroppo ci sono stati veri e propri capolavori che sono passati inosservati per traversie e motivi diversi e quindi dimenticati, altri riscoperti e alcuni diventati veri e propri oggetti di culto… battuti nelle aste.

Nicola Maria Spagnoli

Roma, domenica 16 aprile 2017 -  Un disco che avevo recensito su una celebre rivista mensile rock, tanti anni fa, forse appena uscito e che a distanza di  così tanto tempo ho risentito e quindi sentito il bisogno di riaccendere su di esso un po’ di attenzione essendo non un semplice disco ma un capolavoro una vera “pietra  miliare” come dice qualche sito specializzato, che va oltre il tempo e oltre le mode e le tendenze. Bisogna dire che se la Word Music non è nata con questo disco di Peter Gabriel, certamente ha avuto un grosso contributo proprio dalla colonna sonora di The Last Temptation of Christ di Martin Scorzese ovvero da questo lavoro che in doppio vinile si intitolava Passion.

di Luigi Ciavarella

Musica Rock, giovedì 9 marzo 2017 -  Tra tanti gadget presenti all’ingresso del negozio Muller di Colmar vi era un poster montato su cavalletto raffigurante le fauci aperte minacciose di un leone. Sembrava messo a guardia del locale quasi come un monito ai visitatori, che contrastava però con gli arredi che si trovavano all’interno. Era la pubblicità del primo disco dei Santana e quella l’immagine cosi spaventosa se la osservavi bene da vicino altro non era che una composizione di volti umani intorno al corpo esile di una indigena, con, sul lato destro, l’aggiunta dell’indicazione del nome della band.

A cura di Luigi Ciavarella

 San Marco in Lamis, lunedì 20 febbraio 2017 -Oggi Kurt Cobain avrebbe compiuto 50 anni. Il decennio ottanta stava per concludersi quando, casualmente, ascoltai per la prima volta i Nirvana di Kurt Cobain. Eravamo alla fine di un decennio che era stato molto fecondo in termini di movimenti e produzione rock di qualità. In quel istante la musica grunge era già una realtà, seppure circoscritta ai dintorni di Seattle (Stato di Washington), dove si era sviluppata, con ottime chance di influenzare la scena rock americana. Bleach, il loro primo disco, uscito nel 1989 per la piccola ma intraprendente etichetta locale Sub Pop, realizzato in economia, a noi sembrò piuttosto una copia ben fatta di Sabbath Bloody Sabbath.

a cura di Nicola M. Spagnoli                                                                       

 Roma, domenica 19 febbraio 2017 - Un artista poliedrico e dalla interminabile carriera iniziata negli anni sessanta e tutt’ora attivissimo ma noto agli appassionati, ingiustamente, soprattutto per aver militato nei capolavori dei Genesis di Peter Gabriel dal 1971 al 1977, in ben otto album, che fra l’altro sono i migliori di questo gruppo, da Nursey Crime al doppio dal vivo Seconds Out ma che da solista ha fatto ben 25 album in studio fino al recentissimo, e bellissimo, Wolflight di non più di un anno fa, disco che ha esordito con successo anche nelle chart italiane, più una quindicina di album dal vivo oltre ad una serie infinita di collaborazioni.

Luigi Ciavarella

San Marco in Lamis, mercoledì 15 febbraio 2017 -  La musica dei Ten Years After aveva un unico feticcio che la distingueva dagli altri : la mitica Gibson Es-335 Signature di Alvin Lee, l’emblema stessa della loro musica, con il logo di Woodstock in bella vista sulla cassa dello strumento, accanto agli altri adesivi che sembravano medaglie al valore, punti conquistati nelle arene tumultuose di mezzo mondo dove avevano suonato, quando la musica veniva blandita e incardinata in quel processo di sintesi tra musica e bisogni di libertà.

Luigi Ciavarella

San Marco in Lamis, domenica 5 febbraio 2017 - In questi giorni di cui tanto si parla, inevitabilmente, del festival di San Remo, anche di sproposito, non potevamo non mettere in evidenza che quei luoghi rivolti allo spettacolo, alla canzone e ai luccicanti simboli dell'effimero sin dagli anni d'oro del festival, quando possedeva un certo fascino autorevole e dettava mode e imponeva motivi all'intera nazione ed oltre, sono stati ambienti molto vicini al nostro TONINO RISPOLI.

Luigi Ciavarella

San Marco in Lamis, giovedì 2 febbraio 2017 -  Le vicende musicali legate alla nascita dei gruppi pop a San Marco in Lamis ( pop come popolare nel senso largo del termine ) hanno avuto origine nel dopoguerra quando alcuni musicisti dilettanti del posto hanno provato a dare forma e sostanza alla genesi di piccole formazioni eterogenee allo scopo di suonare insieme canzoni napoletane, canti locali e anche un pizzico di musica americana, importata dagli alleati. Senza alcun impegno particolare se non quello di stare insieme e condividere ( e soddisfare ) comuni passioni.

A cura di Nicola Maria Spagnoli

Roma, sabato 14 gennaio 2017 - Un disco che ancor oggi viene inserito fra quelli del Preogressive italiano ma che è  ricordato ancor di più  per la simpatica copertina, non certo per il contenuto che ricalca i modelli romantici del pop di quegli anni nonostante l’autore, il valente cantante e tastierista Roberto Carlotto, esibisse un’attrezzatura degna di Keith Emerson, quello di Emerson Lake & Palmer e dei Nice, o di Ricky Wakeman, quello degli Yes e degli Strawbs.Nei libri e nelle recensioni sul Progressive italiano, dicevamo,  il disco viene comunque inserito nel genere anche se soltanto un brano, ci sembra a risentiro oggi, il secondo della prima facciata Ruote e Sogni, leggermente sperimentale, può a pieno diritto far parte del filone.

Nicola Maria Spagnoli

Roma, venerdì 9 dicembre 2016 -  Numerosi sono gli esempi, a volte felici a volte no, di commistione fra la musica sinfonica e quella moderna popolare o folk, jazz, rock o anche pop. Possiamo dire che storicamente uno dei primi sperimentatori fu proprio Gershwin a cui seguirono non pochi autori contemporanei. Nel Rock gli esempi poi non si contano fino a raggiungere il culmine con l’avvento del rock colto di quello che fu poi chiamato Ptogressive rock, dai Moody Blues ai Procol Harum, dai Pink Floyd ai Deep Purple, dai Camel ai Caravan ai Magma ai nostri Premiata Forneria Marconi al Banco del mutuo soccorso al Rovescio della Medaglia e non solo, fino ad arrivare alle odiorne contaminazioni di vituosi violoncellisti e violinisti o di cantanti pop come la recentissima Sinfonia di Mika.