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Mario Ciro Ciavarella

San Marco in Lamis, mercoledì 8 luglio 2015 -  E anche questo è un effetto della crisi: per dover fare delle rapine bisogna cercare gente esperta, preparata e che non abbia troppo tempo da perdere. E quindi si cerca anche su… facebook!! E per cercare il meglio (del peggio) tra i delinquenti, c’è anche un internauta amante e frequentatore di facebook, che si permette senza nessuna remora, di mettere dei post dove cerca… amici rapinatori!!?? Scrivendo a caratteri cubitali sul suo diario “CERCASI socio per rapina”, con a fianco una sua foto dove è ritratto con una pistola in mano e con l’altra che tiene suo figlio di pochi mesi!!?? Il tutto succede a Bari.

 Pregiudicato, ma evidentemente conosce bene la giustizia in Italia... è spesso fuori dal carcere dopo i suoi assalti ai supermercati della zona dove finora ha operato… da solista.

 Ma adesso vuole… l’orchestra, ecco il perché di questo chiaro annuncio su facebook della ricerca di altri tanti solisti che operano da soli. Ma come sappiamo l’unione fa la forza e anche… il malloppo più pesante.

 Non sappiamo se qualcuno ha risposto a questo annuncio, ma è certo che questo rapinatore… 2.0 adesso è in carcere. Ma penso non per molto.

 Al suo ritorno a casa, cosa che succederà non tra tanti anni, ma tra qualche mese (o giorni), sapete quante richieste di amicizie troverà sul suo profilo facebook??? Tante!!!

 I “mi piace” saranno centinaia, anche le condivisioni della foto che vedete in questo articolo sarà condivisa tante volte, e lui, il rapinatore… non più solitario, nella sua chat troverà decine di adesioni alle sue prossime rapine.

 E secondo me avrà anche l’imbarazzo della scelta, per mettere sù la squadra ideale. 

 Di seguito alcuni messaggi che troverà nella sua chat.

 “Amico, sono Gigi di Monopoli, se mi chiamavi prima i supermercati che hai rapinato finora li facevamo insieme: ho una ruspa nuova nuova, con tutta la segnaletica del caso per bloccare il traffico stradale. Ed ho anche due divise da operai dell’Anas con i catarifrangenti. Appena esci dal carcere contattami… non cercare altri complici, meglio dividere in due che in tre”.

 “Giovane!! Mi chiamo Nicola da Zapponeta, ma quanto sei fesso, ti avevo chiesto l’amicizia qualche giorno fa e non me l’hai data. Pure io cerco amici esperti nel rapinare supermercati. Se me lo dicevi prima evitavi di mettere l’annuncio su facebook. Comunque, appena sei fuori contattami, io ho tutto l’occorrente, il materiale per rapinare l’ho comprato semi nuovo da un amico che aveva messo un annuncio come il tuo su facebook … adesso è in carcere come te dopo quell’annuncio”.

 “Paisà, sono Patrizia da Santeramo in Colle, io non sono rapinatrice, ma posso aiutarti: quando esci dal carcere contattami in chat e ci mettiamo d’accordo su quando devo tenerti il bimbo. Così, le rapine le puoi fare con tranquillità, senza correre, con più calma. Anzi, se accetti la mia copertura, quando rapini i prossimi supermercati, alla Polizia posso anche dire che in quei giorni stavate con me, tu e tuo figlio: siamo una famiglia allargata... da poco”

 Letti questi annunci e tanti altri, il rapinatore facebook-dipendente, contatta proprio questi tre amici per poter mettere su una banda che abbia un raggio d’azione… ad ampio spettro, come un antibiotico.

 E così i quattro amici in (mal)affari, si organizzano per il prossimo colpo. Non più Eurospin come in precedenza, ma direttamente si puntava a rapinare la cassa… dell’EXPO di Milano!!

 I tre della banda che chiameremo “Facebook in passamontagna”, partono per Milano, la quarta componente, Patrizia, tiene il figlio del capobanda a casa sua e segue il tutto via Skype (sono organizzati bene!!) e fa anche il tifo, sollevando il bimbo ogni volta che i tre della banda superano i controlli ai vari punti d’entrata della fiera di Milano.

 La banda arriva finalmente alla cassa dell’EXPO, non prima aver bloccato una comitiva di giapponesi, con la scusa di dover fare… un fossato intorno alla cassa per difenderla dai ladri!!?? Usando la ruspa nuova nuova del socio Gigi di Monopoli.

 E dopo aver fatto il fossato, i tre con le pistole in pugno intimano alla cassiera di dare tutto l’incasso della giornata.

 La cassiera non se lo fa ripetere due volte. Dà tutto l’incasso ai tre rapinatori. Ma improvvisamente un giapponese di quella allegra comitiva che era al di là del fossato scatta un selfie… non l’avesse mai fatto.

 I banditi tolgono dalle mani del giapponese il telefonino e iniziano a farsi dei selfie anche loro: con la cassiera, con il giapponese… ex  proprietario del telefonino, con la guardia giurata imbavagliata in precedenza, con tutta la comitiva giapponese… legata mani e piedi, insomma  una selfie-mania contagiosa.

 La banda nata su facebook viene catturata (i selfie se li facevano senza coprirsi il viso… altrimenti non c’è gusto).

 Adesso sono tutti e tre in carcere… la quarta componente che teneva il figlio del capo banda è ancora a casa sua con il bimbo del capo. E lì rimarrà fino a quando il bambino non crescerà, così potrà fargli vedere tutti i selfie che il padre si è fatto durante la sua vita… con e senza suo figlio.

 Bell’album di famiglia…

 

                                                                       Mario Ciro Ciavarella