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Comunicato Stampa

San Marco in Lamis, domenica 6 ottobre 2019 - La Prevenzione per vivere bene! Il cancro al seno ha raggiunto il primato assoluto a livello di incidenza, attestandosi come il tumore più frequente. Lo scorso anno infatti sono state registrate 52.800 donne italiane che hanno ricevuto questa diagnosi, con un trend in sensibile crescita. Paradossalmente però, a fronte di questo aumento dei casi di cancro, si registra una, sia pure lieve ma costante, diminuzione della mortalità: ci si ammala di più, ma si muore di meno!

Ci si ammala di più perché, oltre l’innalzamento dell’aspettativa di vita, sono sensibilmente aumentati i fattori di rischio che determinano lo sviluppo di questa patologia e si muore di meno perché oggi disponiamo di una tecnologia avanzata e sempre più sofisticatamente innovativa, che ci permette di individuare lesioni tumorali millimetriche, con un basso grado di aggressività, un indice di malignità molto limitato ed un processo evolutivo metastatico della malattia (diffusione in altri organi e/o apparati) pressocché trascurabile/nullo.

Tanto grazie ad una diagnostica sempre più precisa, attenta, puntuale, come l’ecografia con elastosonografia, il mammografo (3D) con tomosintesi, la mammografia con mezzo di contrasto, la Risonanza Magnetica Mammaria (RMM). Per di più disponiamo di trattamenti medici targhettizzati, pressocché “sartorializzati”, con farmaci intelligenti, “a bersaglio“ che garantiscono percorsi diagnostico- terapeutici “ad personam”. Lo scenario complessivo del tumore al seno che abbiamo di fronte e che dovremmo affrontare e superare è rappresentato tuttavia da alcune problematiche tuttora aperte:

• individuazione della malattia in fase sempre più preclinica;

• diagnosi della lesione tumorale in donne sempre più giovani;

• uniformità territoriale dello screening senologico (tuttora a macchia di leopardo);

• abbassamento dell’età dello screening, allargato all’ecografia;

• coinvolgimento attivo del mondo scolastico per le ragazze (corretta informazione ed insegnamento dell’autopalpazione);

• periodici e codificati controlli clinico - strumentali per le donne già colpite dal cancro al seno per l’eventuale diagnosi precoce e controllo di insorgenza di metastasi;

• prendersi cura delle circa 800.000 donne italiane con il vissuto cancro al seno e delle loro famiglie, con un approccio umano e personalizzato, avvalendosi di studi di ricerca (genomica, immunologia), centri “dedicati” alla senologia, e garantendo una qualificata continuità assistenziale: la “Breast Unit”! In questo quadro rientra anche l’impegno della LILT, sia nel sensibilizzare le ragazze affinché imparino ed effettuino mensilmente l’autopalpazione del seno (come approccio informativo - educativo della problematica), sia nel sottolineare l’importanza della vaccinazione (anche per i ragazzi) per evitare l’infezione da HPV, perchè dobbiamo investire in salute. Infine, per le donne con tumore al seno, appropriarsi delle modalità psicologiche e rigenerativo - estetiche per il superamento di questa fase di criticità della propria vita. Un impegno corale per un grande obiettivo: “No women with breast cancer!”


Prof. Francesco Schittulli
Senologo-chirurgo oncologo
Presidente nazionale LILT