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Mario Ciro Ciavarella Aurelio

San Marco in Lamis, sabato 2 novembre 2019 -  Ci sono canzoni che raccontano con le lacrime storie vere. Troppo vere che forse, a volte, è meglio non raccontare. E sono storie di amore e morte. L’amore quello vero, che si vive forse solo a 15 anni e dintorni. Quando certi sguardi prendono vita per la prima volta quando ne incontrano altri che hanno la stessa fattura. Attrazione fisica e mentale.

E poi si avanti così, se il caso e le circostanze vogliono: la volontà in questi casi è fuori contesto. Questo articolo lo faccio brevissimo: per casi come questi, troppe parole non servono. Quando si muore per amore non bisogna aggiungere troppo. C’erano una volta E. e J. Sono le lettere iniziali di lui e di lei: l’anonimato è d’obbligo perché all’epoca erano tutti e due minorenni. E sono morti. A lei venne diagnosticata dopo pochi giorni di salute precaria, una forma di leucemia fulminante, e lui si suicidò il giorno dopo la morte della fidanzatina. La tragica vicenda è fin troppo vera, e avvenne negli anni ’70 in Sardegna.

E su questa storia i Cugini di Campagna scrissero la canzone “Preghiera” (1975). Il brano venne censurato dalla Rai, nel senso che non lo trasmise in radio, nemmeno quando arrivò al primo posto in classifica nella Hit Parade presentata da Lelio Luttazzi. Quando il presentatore radiofonico doveva annunciare il disco più venduto della settimana, dopo aver letto il titolo e il complesso che lo eseguiva, il tutto finiva lì(!!??) La canzone non veniva trasmessa!
 
Il motivo: in Rai pensavano che potesse diventare un “modello da imitare” da parte di giovanissimi che avessero problemi simili a quelli di E. e J. Erano altri tempi. Come in altri tempi si vivevano vite che adesso forse non riusciamo a concepire. I sentimenti senza dubbio cambiano: vengono influenzati dalla società. Abbiamo un cervello talmente malleabile che assorbe tutto quello che ci circonda. E quello che ci circonda è quello che vive adesso. Domani vivranno altre realtà…
 
 
Mario Ciro Ciavarella Aurelio