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Mario Ciro Ciavarella

San Marco in Lamis, giovedì 13 agosto 2015 -  Non sapevo che esistessero i “Campionati Mondiali di Nascondino”. E ci sono ottime possibilità che questo sport venga praticato anche alle Olimpiadi tra qualche anno(!!??) In effetti nascondersi è un arte, oltre ad essere uno sport giovane. Nascondersi non è facile, eludere, evitare sono tutti verbi che noi italiani conosciamo bene. Se non vinciamo noi… chi potrebbe farlo??  La seconda edizione di questo sport per… gente-che-scompare-e-riappare, si svolgerà proprio in Italia, a Bergamo tra un mese.

 Si cercano partecipanti, a squadre, in ogni squadra 5 sportivi. Se noi italiani ci mettiamo di impegno, altro che… “El Chapo”, il narcotrafficante messicano più potente del mondo, evaso pochi giorni fa e nascosto chissà dove.

 Noi italiani siamo capaci di fare di meglio, molto meglio. Se facciamo scendere in campo personaggi come Matteo Messina Denaro e Totò Riina… non ne abbiamo per nessuno.

 Proviamo a fare la squadra:

 - Il capitano è Totò Riina e non si discute, latitante per 25 anni. Ma per questa competizione di nascondino a livello mondiale… lo liberiamo, così tiene alti i colori italiani.

 - Matteo Messina Denaro, latitante da 22 anni.

 - Pasquale scotti, latitante da 30 anni.

 - Giovanni Arena, latitante da 22 anni.

 - Vito Badalamenti, latitante da 30 anni.

 E chi ci batte a noi!!! con campioni di nascondino come questi, chi ci batte a noi.

 Immaginiamo la squadra italiana di nascondino che si prepara al prossimo campionato mondiale. Totò Riina che dà le indicazioni ai suoi atleti, che per l’occasione sono riapparsi per poi scomparire di nuovo, dopo aver sicuramente vinto i prossimi mondiali di questa competizione.

 “Picciotti, non facciamo figure di merda, altrimenti portiamo giù la bandiera italiana. Nessuno ci deve dire che siamo incapaci a nasconderci. E se ci prendono è perché siamo stai noi che abbiamo deciso di farci catturare. Capito???

 Per questo, non vi dico dove vi dovete nascondere, perché ogni nascondiglio è personale. E voi siete proprio rientrati da quei nascondigli dove siete nascosti da una vita. Perciò, appena l’arbitro fischia l’inizio del gioco, ritornate dove stavate fino a qualche giorno fa”.

 Dopo che il Capo dei Capi ha dato le direttive alla sua squadra di “atleti… super-latitanti-nascosti”, questi iniziano a scappare.

 E anche Totò Riina dopo aver avuto un permesso dall’Antimafia, può finalmente lasciare il carcere dove era detenuto, e si nasconde dove è stato latitante per 25 anni… a casa sua a Palermo.

 Gli atleti italiani superano valli, torrenti, pampas argentine, dune, deserti, giungle, sottoboschi… fino a quando arrivano solo dove loro sanno.

 La squadra avversaria che deve cercare gli… scomparsi italiani, non riesce a scovarne nemmeno uno. Passano i minuti, le ore, i giorni… niente: degli atleti italiani maestri del nascondiglio, nemmeno una traccia.

 La seconda edizione del “Campionato Mondiale di Nascondino” viene vinta dall’Italia.    

 Però c’è un problema: come premiare i vincitori. Nessuno sa dove si siano nascosti, anche perché non è la legge che li deve cercare, ma… gli organizzatori della competizione.

 Gli organizzatori della competizione dopo essersi consultati riescono a venirne a capo. E trovano i vincitori… nelle loro residenze.

 Dopo aver cercato su Google il sito “Pagine Bianche” e i relativi indirizzi dei latitanti-atleti-italiani-da premiare, suonano ai citofoni, rispondono i campioni da premiare e tutti rispondono con queste parole.

 “Lo sappiamo che abbiamo vinto, e che ci volete premiare, ma noi non siamo gente che vive di pubblicità. Siano gente riservata e seria. Le medaglie che ci dovete dare, datele ai secondi classificati.

 Non abbiamo bisogno di allori. L’importante è che noi italiani abbiamo dimostrato a tutto il mondo che quando vogliano fare una cosa la facciamo bene”. E non uscirono dai loro nascondigli.

 Sentito ciò, gli organizzatori del gioco diramano il seguente comunicato: “La prossima volta gli italiani non li invitiamo ai Campionati Mondiali di Nascondino: sono troppo bravi a nascondersi. Preferiamo giocatori meno esperti e che vengano a ritirare le medaglie, anche a costo di essere poi incarcerati dalla giustizia”.

 “Essere incarcerati dalla giustizia” non è uno sport per noi italiani. In tal senso… siamo dei dilettanti.  

 

                                                                           Mario Ciro Ciavarella