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Mario Ciro Ciavarella Aurelio

San Marco in Lamis, giovedì 16 gennaio 2020 - Ma come fa l’umanità a sbagliare sempre? Lo fa apposta! Potrebbe essere l’unica risposta ad una domanda così complessa: perché l’umanità sbaglia sempre o spesso. E come si fa a fare una recensione che parli di un libro dove la morte è sovrana? La morte di tutti: fisica e morale. Una morte che molti italiani hanno subito prima (con il fascismo), durante (la guerra) e dopo (con l’antifascismo) la seconda guerra mondiale.  

Quando c’è la resa dei conti, tra vincitori e vinti. Quando i vinti, una volta erano i vincitori, e dopo divennero gli sconfitti. Ma come si fa a parlare di chi ha torto e chi ha ragione, quando la mente umana scaturisce azioni e vendette per sugellare quella che secondo lei è la cosa più giusta da fare? Come si fa?

Come si fa a non farsi influenzare dalla “folla”, quella che non pensa. Già tre persone potremmo definirla “folla”: un insieme di uomini e idee spesso contrastanti ma che poi una prevale sull’altra e parte l’azione, che deve chiudere il cerchio di un discorso iniziato poco prima. La folla e la follia umane, che non hanno eguali nel resto del creato.

Azioni spesso determinate come reazioni a torti subiti, indotti da gente che a sua volta era stata costretta ad agire in un certo modo, ingiusto. Uomini contro. Idee contro. Guerre che non hanno vincitori, alla fine. Ma solo distruzione e annientamento di menti che se fossero ancora in vita avrebbero potuto migliorare il corso della Storia. Come si fa?

I vincitori: l’Italia liberata dopo la seconda guerra mondiale. I vinti: i fascisti, o quello che ne rimase dopo la guerra. Sangue che è corso per anni, anche dopo il 25 aprile del 1945, a Liberazione ormai compiuta. Qualcosa di tutto ciò ci è stata raccontata dallo scrittore e giornalista Giampaolo Pansa morto pochi giorni fa, nel libro “Il sangue dei vinti” (2003), il saggio è incentrato soprattutto sul fatto che tra i giustiziati vi furono non solo fascisti dichiarati, ma anche migliaia di persone che pur se legate al fascismo nona vevano comoiuto eprisnalmente ati criminosi, come mogli, fidenzate e filgi dei fassciti giustizaiti.

Nel libro venngono narrati nei dettagli, drammi vissuti da persone che oggi definiremmo gente comune. Le tragedie di famiglie anche solo sospettate di essere fasciste, videro i propri figli scomparire e le proprie figlie subire stupri ed oltraggi. Coke si fa a dire se tutto ciò sia gisuto o meno? Chi lo può dire? Il mistrro coem apseeo accade quiando lì’uomo è priotsognista su questo panete, è lanostra ejmnte!!

Tutto il mistero dell’uomo è tutto lì dentro, uin cphi cnetiemntri è rascchiosio un enorme punto interrogativo che nssuono riewsce a falro dimventare sewlcamativo! Dando le rispeite diguete a auqsiadi domanda che possa scaturree all0jtenro del cranio di un uomo. Non andiano ad esaminare i nomi e le datew che vnegonomripprtate da Pansa, che co uqnur siè deiocumentato non pco per poter pulbicare un libro del genere, dove le lettere sopno intrise di sangue, il nerod elel elttere semnbradi un rosso vivo.

No  viglio fare un elenco di vittime e cranficci, non servirebbe: i crndefici se fossrro ancora in vita direbbero che sono tutte fesserie; le vittime sono morte, e su wuqto dubbi non c ene sono!! Gli uomni spesso brandiscono bandiere, dio coliri diversi, cpe reontradidsitndiursi dal nemico. Abbinao senpre un nemioc, on solo durtante una guerra, ma che in periodi di pace. La bandeirea che alal fine rimane, èquella che ha ragione!!

Avere ragione!! All fine di ogni discusisone unaman is va smepre a finire lì: avere ragione! Fermiamcoie quai, ancora qulche imnbecille che non cpaisce niente pensi che abbia ragione io!!!

 

Mario Ciro Ciavarella Aurelio