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Mario Ciro Ciavarella Aurelio

San Marco in Lamis, lunedì 29 giugno 2020 -  Quando scrissi qualche giorno fa del patrimonio culturale in fatto di pubblicazioni, non sapevo che Giggino Pignatelli avesse anche una grande passione per la musica. Per qualsiasi tipo di musica, anzi soprattutto per quella di un certo livello. Nell’ultimo incontro tenuto a casa sua, mi ha ricordato che i libri di un certo valore artistico donati alla biblioteca di San Marco e a quella del Convento di San Matteo, non sono alcuni, ma centinaia!!

Più quelli che ancora conserva in casa, possiamo dire che l’ex calciatore può vantare qualcosa come migliaia di pubblicazioni che vanno dal semplice racconto ai capolavori della Letteratura Russa, molte di queste in edizioni storiche. Ma non è finita qui! Nella “seconda ricognizione”, Giggino mi ha fatto vedere i suoi dischi: centinaia di LP, che non si sa da dove iniziare ad ascoltare! Già vedendo le copertine ci si perde! Tempo fa si pubblicavano i dischi a 33 giri, e il cantante (e la casa discografica) ci metteva tanta attenzione anche per la parte grafica della copertina. Da quando sono usciti i CD e i file musicali, le copertine sono diventate anonime e difficilmente si riconoscono i dischi solo dalla confezione! Che peccato.

Girando e rigirando in casa sua, ho notato uno stereo inizi anni ’70 della “Brionvega”, e si vede benissimo lo stile vintage, stile italiano che ha fatto scuola nel mondo! Stereo completamente bianco e ancora funzionante. Straordinario prodotto di una casa italiana che nel tempo purtroppo non è così visibile, come invece lo sono prodotti dello stesso standard coreani e giapponesi.

Vedere un impianto stereo del genere, ti fa ritornare indietro nel tempo, quando l’amico che lo comprava (non uguale a questo di Giggino) ti invitata a casa e ti presentava lo Stereo!! Come se fosse un nuovo componente della famiglia. Lo stereo di una volta era esagerato: doveva essere alto! Le casse grandi quasi quanto lo stereo e l’elemento più importate doveva essere l’equalizzatore!! Tutto dipendeva da questo componente. Invece questo stereo di Pignatelli è grande in orizzontale!

Mettendo quasi tutto il materiale sul tavolo, ho notato che Pignatelli ha tirato fuori una “strana” pubblicazione musicale: “Fonografo Italiano – Cartoline da Little Italy vol. 1” (nella foto). Un vero tesoro in musica! Su questo disco sono incise non solo canzoni di inizio Novecento, ma anche tracce audio recitate che raccontano di fatti storici accaduti in America dal 1890 fino al 1940, come “L’Italia al Polo Nord”, “La morte di Rodolfo Valentino”, “Sacco e Vanzetti” e tante altre storie descritte solo con il sonoro.

Il pezzo forte di questo primo volume è la storia dell’emigrazione degli italiani in America dalla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Novecento del secolo scorso. È come quando si ascoltavano i Giornali Radio tanto tempo fa davanti alla radio e al caminetto (per chi ce li aveva tutti e due…) e ci si informava sui fatti del Mondo. Di questo primo volume ne seguirono altri, solo che il proprietario non se li trova più, poiché rubati!

Sempre a proposito di “dischi parlati”, un’altra bellissima sorpresa in Casa Pignatelli: due commedie di Eduardo De Filippo. “Filomena Marturano” e “Natale in Casa Cupiello”. Due capolavori del genio napoletano. Solo con l’audio, senza vedere le scene su un palco o in televisione, la sensazione è straordinaria: io l’ho provata, si chiudono gli occhi e si ascoltano i dialoghi tra i protagonisti.

Si immagina Lucariello che fa il presepe (che nessuno dei famigliari apprezza), mettendoci tutta la sua ingenuità, e poi Filomena Marturano madre di tre figli e non dice al marito quale dei tre è il suo: li deve voler bene allo stesso modo!! C’è assolutamente bisogno di vedere le scene per capire le tragedie umane espresse in queste commedie? Sono sufficienti le parole, le pause, i silenzi tra i dialoghi.

Il Teatro è soprattutto questo: pause e riflessioni, e ascoltando dischi del genere si apprezza tutto questo forse anche meglio.

Alla prossima puntata…

 

Mario Ciro Ciavarella Aurelio