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di Luigi Ciavarella

San Marco in Lamis, mercoledì 21 ottobre 2020 -  Di Alfredo Cerruti, scomparso qualche giorno fa all'età di 78 anni, ci ricorderemo principalmente due eventi, uno canoro e l'altro televisivo, che lo hanno fatto conoscere (ed apprezzare) al grande pubblico: la nascita degli Squallor, il demenziale gruppo musicale, e la partecipazione attiva che egli ebbe nel programma tv di Renzo Arbore, Indietro Tutta.

Nato a Napoli, egli ha cominciato la sua attività in ambienti discografici dapprima nella CGD e  successivame alla Ricordi entrambe di Milano, dove ha ricoperto l'importante incarico di direttore artistico (i Pooh li ha scoperti lui). In questi luoghi matura l'idea di costituire un gruppo musicale insieme a Daniele PaceGiancarlo Bigazzi e Toto Savio, parolieri tra i più noti nel panorama della canzone italiana, con i quali formerà agli inizi dei settanta uno dei sodalizi più irriverenti e goliardici dell'intera storia musicale italiana, con una produzione discografica significativa che riuscirà ad avere un successo clamoroso per tutti gli anni settanta e ottanta (con punte anche nei novanta).

Indimenticabile la citazione del personaggio di Pierpaolo, finito per rappresentare un certo stereotipo del figlio fannullone e viziato, con il quale gli Squallor ne faranno un tormentone estivo esilarante, nonostante la scarsa promozione, rendendolo famoso attraverso brani indimenticabili. Gli album, peraltro ottimamente arrangiati, avevano tutti titoli allusivi: “Troia”, “Palle”, “Cappella”, “Uccelli”, etc. ed altri invece con doppiosenso come “Arrapaho” (che fu anche un film), “Tocca l'albicocca”, “Scoraggiando”, etc. (tutti interdetti in tv) con i quali gli Squallor rivoltarono, con divertimento e provocazione, i luoghi comuni dell'Italia cattolica e provinciale, facendone un esempio di ironia e trasgressione che non ha uguali nella storia della canzone italiana.

La seconda parte della sua carriera, Alfredo Cerruti l'ha rivolta alla collaborazione con Renzo Albore, inevitabile incontro con una delle grandi (ed originali) personalità della televisione italiana. Con Arbore lavorerà nel programma “Indietro tutta”, memorabile il suo ruolo di improbabile poliziotto (volante 1 e volante 2, ossia gli agenti Frontoni e Frangipane) in tandem con Arnaldo Santoro. O la voce del professor Pisapia, altro tormentone del programma che terrà inchiodato alla tv mezza Italia nel biennio 1987-88, inventandosi così un personaggio tra i più bizzarri della storia della tv italiana.

Con Alfredo Cerruti se va una parte di quella tv d'intrattenimento, originale, irrispettosa forse ma genuina e intelligente che a modo suo ha provato a rinnovare il concetto di fare televisione altrimenti asfittico, sollecitando una diversa visione così come veniva concepito e recepito dal grande pubblico, che egli ha provato a travolgere. Così come la canzone italiana, o il suo ruolo di talent scout, allo stesso modo, cercando sempre di darle una scossa elettrica con parole e musica che entrano di diritto nella storia del paese.

 

 

Lugi Ciavarella