Mario Ciro Ciavarella Aurelio

San Marco in Lamis, lunedì 26 ottobre 2020 -  Pensiamo che il Mondo Invisibile che si trova Altrove, spalanchi le sue porte solo durante la notte di Ognissanti. Ma sembra che non sia così: sono porte che improvvisamente si possono aprire e far entrare nel nostro mondo Presenze che hanno ancora qualcosa da dire o chiedere.

Come già annunciato giorni fa, tra pochi giorni posterò su Facebook un articolo che tratta proprio su come eventi inspiegabili possano accadere non solo nel mese di Novembre, ma anche in qualsiasi giorno dell'anno. Saranno tre storie accadute sempre alla stesa persona!!

 Michelarcangelo Campanozzi un amico di Facebook mi ha inviato una sua esperienza personale proprio su possibili “visite fuori orario” fatte da una Persona che sembra chiedesse delle preghiere. È una storia antica, 1939, Michelarcangelo aveva cinque anni ma ricorda benissimo tutta la vicenda. Abitava su Corso Giannone, quando una notte sentì bussare al portone della sua abitazione, suo zio subito chiese chi fosse. Ma non ci fu nessuna risposta.

 Riuscì a vedere dal balcone, lo zio di Michelarcangelo, la sagoma di una signora vestita di nero, alta, con la “tunacedda” lunga fino ai piedi e coperta con una mantiglia, che usavano le signore di una volta,  chiamato “mantature”, che si metteva sulle spalle. E questa Presenza, dopo aver bussato a quel portone, prendeva la direzione della Chiesa del Purgatorio 

 Altre due volte a distanza di un mese e poi di nuovo un mese dopo, ci fu sempre la stessa signora che bussava al portone del nostro amico, vestita allo stesso modo, sempre di notte, e poi si dirigeva come sempre verso la Chiesa del Purgatorio.

 L’ipotesi dell’anima del Purgatorio venne proposta vivacemente dalla zia Carolina, e lo zio prete Don Marciano accettò di dire tre Messe per quell’anima che bussò per tre volte a quella abitazione. Dopo la celebrazione delle tre Sante Messe, non si verificò più l’episodio.

 Cosa possiamo dire su episodi del genere che negli ultimi decenni non accadono più? Possiamo dire tutto e il contrario di tutto!! Possiamo dire che la religiosità tanto tempo fa occupava gran parte della vita degli uomini: si pregava spesso perchè la vita allora era molto più precaria di quella di oggi.

 Possiamo dire che c'era molta più rassegnazione sui lutti e le disgrazie che spesso accadevano in quasi tutte le famiglie (basti pensare all'alta mortalità infantile). Possiamo dire che l'invisibile era parte del visibile: non facevano molta distinzione tra un pezzo di pane e l'ostia che si riceveva in chiesa, entrambi nutrivano.

 Sono passati nemmeno cento anni da questo episodio, ma il divario di considerazioni che si possono fare è enorme. Se ci sono altri sammarchesi che vogliano raccontare esperienze simili...  accettiamo misteri!!!

 

Mario Ciro Ciavarella Aurelio