Antonio Daniele

San Marco in Lamis, venerdì 11 dicembre 2020 - Abbiamo appreso dal sindacato degli ambulanti che il prossimo mercoledì si svolgerà regolarmente il mercato settimanale a S. Marco in Lamis. Vorrei offrire una mia riflessione sulla questione pur sapendo di essere sicuramente lacunosa perché non sono a piena conoscenza dei vari regolamenti che regolano la vita dei mercati settimanali. A scanso di equivoci e prima che mi inoltro nella riflessione, vorrei dare la mia solidarietà a questo comparto di lavoratori che sono stati messi a dura prova dalla pandemia.

Una cosa, penso, possiamo concordare tutti. Il mercato così come si svolge non può essere materia di regolamentazione rimandabile. I motivi possono essere tanti. Il primo è il luogo. Tutti i mercati settimanali, ormai, si svolgono fuori dal centro città. Basta fare un giro nei paesi limitrofi e ci accorgiamo che addirittura alcuni stanno proprio fuori città, vedi quello di Manfredonia. Così come si svolge il mercato a S. Marco, si mette a dura prova la stessa vita della comunità e la sua sicurezza. Il secondo motivo è sicuramente il numero degli esercenti. Sono sproporzionati rispetto alla realtà demografica della città. Il terzo motivo è il decoro del paese. Non ci si può nascondere dietro un dito che il mercoledì, appena finisce il mercato, la città è invasa di buste, cartoni e vario materiale che viene lasciato incustodito.

Un quarto motivo, in tempo di pandemia, è la sicurezza sanitaria. Così come è ubicato non si possono svolgere nessuna delle azioni che limitano l’accesso e l’entrata in sicurezza. In alcuni paesi ho visto che il mercato è stato circoscritto con transenne e la gente entra a piccoli gruppi e dopo che sia stata presa la temperatura da parte degli operatori della protezione civile. Inoltre, il nostro mercato, svolgendosi nel pieno centro limita la stessa vita delle persone che del mercato, magari, non vogliono avere a che fare. Penso a chi si deve recare in farmacia, negli esercizi alimentari, negli uffici etc. È costretto ad entrare in contatto con tanta gente che va in giro, pur non volendo. La sicurezza stradale è un altro aspetto importante. Da via La Piscopia in giù ci sono esercenti sulla strada, negli incroci, senza che venga chiusa al traffico nessuna di queste strade. Penso anche alle esigenze degli operatori che vi lavorano. Una cosa per tutti la mancanza di bagni adeguati. Certamente nessuno ha la soluzione nel cilindro del cappello.

Bisogna mettersi insieme, lavoratori, amministrazione comunale, forze politiche, associazioni di categoria, associazioni che operano nella città, per cercare di trovare una soluzione a questo annoso problema che ci trasciniamo ormai da molti anni. Comprendo che alla vigilia delle elezioni comunali, nessuno vuole sembrare impopolare con scelte che magari scontentano le persone. Però sono certo che ognuno, maggioranza e opposizione, commercianti e cittadini, vogliono offrire una soluzione ragionevole. Io provo a darne una e la offro alla riflessione di tutti. Una prima soluzione potrebbe essere quella di spostare una parte del mercato davanti al piazzale del campo sportivo. Liberando Piazza Madonna delle Grazie, Via Europa, Piazza Oberdan, Via Roma e Via Pozzo Grande.

Lascerei il viale di Via della Repubblica e Via Rosselli. Mettono in queste due vie solo commercianti che vendono cose di prima necessità. Penso agli ambulanti alimentari. Una seconda soluzione potrebbe essere la cadenza del mercato. Non più settimanale, ma quindicinale. A S. Nicandro Garganico sono tantissimi anni che l’hanno adottata. Sono certo che ci sono altre soluzioni. Forse è giunto il momento che bisogna essere concreti e questo tempo di pandemia ci deve aiutare a prendere delle soluzioni adeguate che assicurano il lavoro per tutti gli esercenti e la giusta esigenza di tutti i cittadini.