Stampa 

Marisa Giuliani

San Marco in Lamis, giovedì 2 settembre 2021 -  Non ho mai fatto mistero sulla mia età, io che sono nata negli anni ’70, cresciuta negli anni ’80, maturata negli anni ’90. Non vi parlerò di me personalmente ma della mia generazione, perché quest’oggi il nostro viaggio approda in quella che viene definita la Generazione X.  La prima delle generazioni motivata a distinguersi dai genitori, sul piano dell’istruzione e della carriera. Una generazione col più alto numero di genitori separati, che ha vissuto lo sgretolamento dei valori tradizionali come quelli della famiglia, che ha fortificato il concetto di indipendenza e di realizzazione, sviluppando una mentalità imprenditoriale.

Una generazione che ha visto svalutare i propri guadagni rispetto a quelli dei propri genitori, e di quel reddito annuale peggiorare man mano che si va alla generazioni seguenti. È la generazione con una disastrosa discesa demografica: non solo meno matrimoni, ma anche meno figli. A favore invece, ci sono studi che confermano del livello di felicità di questa generazione X, in una scala da 1 a 10 con un punteggio di 8.5 a favore di un bilancio positivo tra vita lavorativa e vita privata. Un cult di questa generazione sono stati i gruppi musicali ed ho scelto un film che parla di un leggendario gruppo britannico tra i più controversi per quel rapporto di amore ed odio tra i due componenti, cosi come nel suo pubblico, visto che non si poteva restare indifferente: OASIS, Supersonic. 

Siamo in Gran Bretagna (ma potremmo essere altrove), gli anni del governo Blair, del Brit-pop, gli anni in cui dovevi fare la coda per acquistare i biglietti di un concerto che gustavi per intero e se te ne perdevi un po’ era perché limonavi con il tuo partner e non perché dovevi postare le storie su instagram.

 

Anni in cui la musica si comprava nei negozi specializzati, anni dei CD e forse ancora di qualche mangianastri, tutto quello che era prima dell’avvento del digitale. In questo documentario si mostra il rapporto dei fratelli Gallagher, due personalità forti, intelligenti, racconta le liti per il loro rapporto molto burrascosco, le trasgressioni, la musica, ma sopratutto in questo docufilm si vedrà quell’aspetto antropologico della generazione X.  Nella mia ricerca dei piatti della generazione X è stato come fare per davvero un tuffo nei ricordi, perché ho ritrovato ricette di piatti che probabilmente non abbiamo più preparato. Per voi ho spolverato un cult degli anni ’80/90: VITELLO TONNATO

INGREDIENTI

SALSA TONNATA

GUARNIZIONE

PREPARAZIONE

  1. Puliamo le carote e il sedano e tagliamo a tocchetti, mentre la cipolla a spicchi e mettiamo il tutto in una casseruola dove adageremo la carne che il nostro macellaio avrà provveduto a legarla ben stretta.
  2. Aggiungiamo le foglio di alloro, uniamo le foglie di alloro, i chiodi di garofano, lo spicchio d’aglio, i grani di pepe e il sale.
  3. Copriamo tutto con il vino e l’acqua.
  4. Mettiamo sul fuoco e facciamo cuocere per circa 1 ora, a fiamma medio bassa, da quando inizia a bollire.
  5. Separiamo la carne dal brodo che conserveremo e lasciamo un po’ raffreddare.
  6. Avvolgiamo la carne nella pellicola alimentare e lasciamola riposare in frigorifero per 2 ore. Nel frattempo passiamo alla salsa.
  7. Frulliamo le uova sode, il tonno sgocciolato, i capperi e i filetti di acciuga, allungando con il brodo che avevamo messo da parte, fino ad arrivare ad una giusta consistenza.
  8. Prendiamo la carne dal frigo e tagliamola a fette sottili. Per una migliora riuscita, il taglio deve essere fatto con un coltello a lama liscia.
  9. Le adagiamo su un piatto da portata, aggiungendo sopra la salsa tonnata.
  10. Mettiamo in frigorifero per almeno un’ora.
  11. Poco prima di servire, possiamo decorare il vitello tonnato con qualche cappero dissalato, del prezzemolo e una macinata di pepe.