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Antonio Daniele

San Marco in Lamis, sabato 9 ottobre 2021Quando chiedevamo la data di nascita a don Angelo, lui divertito rispondeva come una filastrocca, 9,10,11. Don Angelo è nato il 9 ottobre del 1911 a S. Marco in Lamis in una semplice famiglia, come tante dell’epoca. Il padre lo avrebbe voluto con lui nei lavori dei campi, ma don Angelo fin da piccolo ha sentito la chiamata di Dio al sacerdozio. Quando il padre si recò da quel frate a S. Giovanni Rotondo per farsi consigliare come si doveva comportare, Padre Pio non esitò a dire al genitore che quel bimbo sarebbe stato pastore.

Sì, pastore di Dio. Per ben 47 anni parroco nella chiesa di S. Antonio Abate, don Angelo ha saputo essere un punto di riferimento per la sua comunità, ma anche per tutti i sacerdoti della città. Insegnante al Liceo Classico, con i giovani ha avuto un debole particolare. Tanto da spingerlo a fondare nella sua parrocchia il gruppo scout, come luogo privilegiato di formazione per tutta la gioventù sammarchese. Tante le ragazze seguite nella loro formazione che hanno scelto la vita religiosa, anche grazie alla sua attenta direzione spirituale. Don Angelo non è stato un super eroe.

Né prete di frontiera, come oggi alcuni vengono chiamati. È stato semplicemente sacerdote. Ben voluto dai suoi vescovi. Nutriva particolare devozione per mons. Fortunato Maria Farina, che lo consacrò sacerdote il 2 agosto del 1936 nella cattedrale di Troia, e che ben presto sarà dichiarato beato. Don Angelo camminava su e giù le strade della sua parrocchia, abitate da famiglie numerose e quando si rendeva conto che c’erano difficoltà, nella sua discrezione, si metteva a disposizione per superarle. Personalmente mi è capitato più volte che mi ha chiamato e senza mai dirmi il motivo, mi faceva portare in alcune famiglie della parrocchia cartoni ben sigillati che nessuno doveva capire cosa c’era dentro.

Questo è stato lo stile di Don Angelo, farsi prossimo senza vantarsi e non mettendo l’altro nella condizione di doversi sdebitare. Don Angelo non ha conosciuto Papa Francesco, ma sono convinto che nella chiesa semplice, prossima agli ultimi, fedele al Vangelo, sarebbe stato un valido collaboratore. In questo anniversario, quindi, preghiamo per la sua anima, sicuri che lui dal cielo, prega per la sua chiesa diocesana, per la sua città, per i suoi giovani….