direttore Michele Centola

San Marco in Lamis, sabato 19 luglio 2025 -   In una giornata di festa e devozione, la Rsa del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di San Marco in Lamis ha accolto un nuovo, significativo simbolo di speranza e conforto. Mercoledì 16 luglio, in occasione della sentita ricorrenza della Madonna del Carmine, è stata inaugurata una statua della Vergine, un momento di intensa partecipazione che ha visto riuniti pazienti, parenti, il personale della struttura e le figure di riferimento della sanità locale.

La cerimonia ha avuto luogo nel cuore del giardino sensoriale adiacente alla struttura sanitaria, che a breve verrà inaugurato, dove la statua della Madonnina ha trovato la sua collocazione in una nicchia appositamente creata. L'evento è stato impreziosito dalla presenza del Direttore Sanitario Michele Ciavarella, dalla responsabile della struttura la dottoressa Ritrovato e dal dottor Modola  che hanno condiviso l'importanza di questo gesto per la comunità di pazienti e operatori. Un momento di profonda spiritualità ha caratterizzato l'inaugurazione, con un rosario alla presenza di Don Luigi Lallo, che ha benedetto la statua e i presenti. Le sue parole hanno toccato i cuori dei numerosi pazienti e parenti, che hanno assistito con commozione alla cerimonia.

L'iniziativa è nata da un bellissimo gesto di generosità che ha coinvolto la comunità locale. Un ringraziamento speciale va ai fiorai locali, che hanno fatto dono della statua. La sua collocazione è stata frutto di un lavoro corale: la ditta Mastromauro Marmi ha collaborato alla realizzazione della struttura, mentre parte del personale della Rsa ha curato la costruzione della nicchia. Un contributo fondamentale è arrivato anche dall'instancabile lavoro dei volontari del reparto, la cui dedizione ha reso possibile l'organizzazione di questa giornata memorabile.

Questa nuova presenza nel giardino sensoriale non rappresenta solo un arricchimento estetico, ma si propone come un punto di riferimento spirituale e un luogo di raccoglimento per i degenti, le loro famiglie e tutto il personale della Rsa, a testimonianza di una comunità che si stringe attorno ai suoi membri più fragili.

 

Michele Centola