
Antonio Nardella ©redazione sanmarcoinlamis.org
San Marco in Lamis, lunedì 8 settembre 2025 - Nelle prime ore dell'alba romana, quando la città eterna si sveglia tra luci soffuse e ombre che si diradano, un fiume umano di fedeli si è diretto verso il cuore della cristianità mondiale. Tra questi pellegrini carichi di speranza e devozione, spiccano i giovani dell'Azione Cattolica di San Marco in Lamis, arrivati nella Capitale per essere testimoni diretti di un evento che segnerà la storia della Chiesa contemporanea. La giornata di canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis rappresenta un momento di straordinaria importanza per la comunità cattolica globale.
Due figure che incarnano la santità del terzo millennio, accomunate dalla giovane età e dalla capacità di vivere la fede in modo autentico e coinvolgente nel mondo contemporaneo. I partecipanti della delegazione garganica hanno vissuto intensamente queste ore preparatorie, immergendosi nell'atmosfera unica che solo Roma sa offrire in occasioni così significative. Le strade che conducono al Vaticano si sono trasformate in un caleidoscopio di colori, bandiere diocesane, distintivi parrocchiali e simboli che raccontano la variegata geografia della fede cattolica.
Uno dei presenti ha condiviso le proprie impressioni di questa esperienza irripetibile: "Il risveglio è stato anticipato, con il cielo ancora avvolto nel manto notturno, ma ogni passo verso San Pietro sembrava illuminato da una luce interiore particolare. Le vie di Roma si sono animate di una processione spontanea di credenti, ognuno portando con sé la propria storia, le proprie aspettative e la propria fede". La manifestazione di gioia collettiva ha caratterizzato l'intera mattinata, con canti, preghiere e momenti di condivisione che hanno trasformato il cammino verso la Basilica in un'autentica celebrazione anticipata. Gli stendardi delle varie comunità hanno creato una scenografia suggestiva, simbolo dell'universalità del messaggio cristiano che oggi trova nei due nuovi santi delle figure emblematiche.
Ciò che emerge con particolare forza dalla testimonianza dei pellegrini è la percezione di trovarsi di fronte a modelli di santità profondamente radicati nella quotidianità. Frassati e Acutis rappresentano infatti esempi di come la sequela di Cristo possa realizzarsi attraverso percorsi di vita "ordinari" ma straordinariamente significativi. "La bellezza di questi santi sta nella loro normalità trasformata dalla grazia", continua il testimone. "Non parliamo di figure remote o irraggiungibili, ma di giovani che hanno saputo incontrare il Signore nei luoghi più comuni della loro esistenza: nelle università, nelle parrocchie, negli ambienti digitali, nelle relazioni sociali". La canonizzazione odierna rappresenta anche la continuità del magistero pontificio nella valorizzazione della santità giovanile.
Papa Leone, raccogliendo l'eredità dell'intuizione di Papa Francesco, conferma l'attenzione della Chiesa verso quelle forme di testimonianza cristiana che nascono e si sviluppano nel tessuto sociale contemporaneo. I due nuovi santi incarnano perfettamente questa visione pastorale: la loro santità non si è costruita nel distacco dal mondo, ma nell'immersione responsabile e coraggiosa nelle dinamiche del proprio tempo, diventando lievito di trasformazione evangelica della società. Particolarmente significativo è il richiamo alle "periferie" come luoghi privilegiati dell'incontro con Cristo. Sia Frassati che Acutis hanno saputo superare le comodità dei propri ambienti sociali per andare incontro alle necessità dei più fragili e dei più lontani. "Questi giovani santi ci insegnano che la vera ricchezza non sta nei privilegi o negli agi, ma nella capacità di consumare le scarpe sui sentieri dell'amore concreto", conclude il giovane pellegrino.
"Le loro 'suole consumate' diventano il simbolo di una fede che si traduce in movimento, in uscita verso l'altro, in disponibilità al servizio". La presenza massiccia di giovani in questa giornata di canonizzazione testimonia la capacità attrattiva di questi modelli di santità contemporanea. In un'epoca spesso caratterizzata da incertezze e smarrimenti, Frassati e Acutis offrono alle nuove generazioni una prospettiva di senso e di impegno che supera le logiche consumistiche e individualiste. L'esperienza vissuta dai giovani di San Marco in Lamis si inscrive in questa dinamica più ampia: la loro partecipazione non è solo testimonianza di devozione, ma anche assunzione di responsabilità nel portare avanti il messaggio di questi santi nella propria realtà territoriale.
La canonizzazione di oggi segna quindi non un punto di arrivo, ma un nuovo inizio per tutti coloro che, come i pellegrini garganici, hanno scelto di essere presenti a questo appuntamento con la storia e con la fede, pronti a tradurre in vita quotidiana l'esempio luminoso dei nuovi santi della Chiesa.
Antonio Nardella
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