
Michele Centola redazione sanmarcoinlamis.org
San Marco in Lamis, venerdì 14 novembre 2025 - Dal primo dicembre prossimo, San Marco in Lamis vedrà l'introduzione di parcheggi a pagamento in diverse zone nevralgiche del centro abitato. Una decisione che l'amministrazione comunale presenta come necessaria per riorganizzare la mobilità urbana, ma che inevitabilmente solleva interrogativi e perplessità tra i residenti.
Le strade coinvolte dal provvedimento sono sette: Via Pozzo Grande, Via Lungo Iana, Via Roma, Via Amendola, la zona di Via Sannicandro nei pressi del PTA (Presidio Territoriale di Assistenza), una porzione di Via Togliatti e il tratto di Via Santa Maria De Mattias antistante l'ufficio postale. Si tratta, evidentemente, di arterie che attraversano o costeggiano il cuore del paese, dove si concentrano servizi essenziali e attività commerciali. Le tariffe previste appaiono contenute: 30 centesimi per mezz'ora di sosta, 60 centesimi per un'ora intera. Cifre non particolarmente gravose, almeno sulla carta, che tuttavia rappresentano un costo aggiuntivo per chi frequenta quotidianamente queste zone.
L'amministrazione tiene a precisare che l'intento non sarebbe quello di "fare cassa" – espressione che ricorre spesso quando si introducono nuove forme di prelievo, anche modeste. L'obiettivo dichiarato è duplice: favorire una maggiore rotazione dei veicoli nelle aree centrali e decongestionare il traffico. Il problema, a quanto pare, è reale: numerose automobili vengono lasciate in sosta prolungata, anche per 24 ore consecutive, occupando spazi preziosi proprio dove la domanda di parcheggio è più elevata. Questa situazione crea difficoltà soprattutto quando Corso Matteotti viene chiuso al traffico, momento in cui la pressione sulle strade limitrofe aumenta considerevolmente Come soluzione alternativa, viene proposto l'utilizzo del parcheggio presso il Campo Sportivo, dove è stata realizzata una scala pedonale che, secondo quanto comunicato, ridurrebbe della metà il percorso verso il centro.
Un'infrastruttura pensata per rendere più agevole l'accesso pedonale e alleggerire la pressione sul centro storico. Eppure, nonostante le rassicurazioni e le motivazioni tecniche, è naturale che emergano dubbi. Il primo riguarda proprio l'efficacia della misura: introdurre parcheggi a pagamento risolverà davvero il problema della sosta prolungata o semplicemente sposterà il disagio altrove? Chi lavora negli uffici o nei negozi della zona, ad esempio, dovrà sostenere quotidianamente questo costo aggiuntivo? le zone interessate non sono troppe? quanto costerà alla collettività tutto ciò? Un secondo interrogativo riguarda i residenti delle vie interessate: saranno previste forme di esenzione o agevolazione per chi vive in quelle strade? Non sarebbe equo obbligare chi abita in zona a pagare per posteggiare sotto casa propria.
Poi c'è la questione del controllo: chi verificherà il rispetto delle norme? Ci saranno ausiliari del traffico sufficienti o si tratterà di un sistema basato principalmente sul senso civico, con il rischio di vanificare l'intera operazione? Infine, c'è una perplessità di carattere più generale: quanto è realmente praticabile l'alternativa del parcheggio presso il Campo Sportivo per chi ha poco tempo, magari per una commissione veloce alle Poste o in farmacia? La scala pedonale aiuta, certo, ma rimane pur sempre una distanza da percorrere a piedi, non sempre agevole per anziani, persone con difficoltà motorie o famiglie con bambini piccoli. L'appello alla comprensione e alla collaborazione dei cittadini è comprensibile e probabilmente sincero. Tuttavia, collaborazione e accettazione funzionano meglio quando sono accompagnate da informazione completa e trasparente.
Sarebbe utile che l'amministrazione fornisse dati concreti sul problema della sosta selvaggia, spiegasse nel dettaglio come funzionerà il sistema di pagamento, quali controlli verranno effettuati e quali agevolazioni sono previste per residenti e categorie particolari. Le misure di mobilità urbana sono spesso necessarie e vanno nell'interesse collettivo, ma richiedono un dialogo aperto con la cittadinanza. Solo così dubbi e perplessità possono trasformarsi in comprensione e, auspicabilmente, in collaborazione.

