Michele Centola ©redazione.org

San Marco in Lamis, sabato 3 gennaio 2026 -  La fine del 2025 ha riservato una piacevole sorpresa agli appassionati d'arte di San Marco in Lamis. Dal 28 al 30 dicembre, il Centro Polivalente Anziani ha ospitato un'esposizione che ha lasciato il pubblico entusiasta, rivelando il talento straordinario di un artista locale fino ad oggi poco conosciuto. Protagonista dell'evento è Carmine Giuliani, classe 1940, un sammarchese che ha trasformato una vita di lavoro manuale in un percorso artistico di notevole spessore.

La sua storia personale racconta molto più di una semplice passione per l'arte: è il racconto di una vocazione coltivata con pazienza attraverso i decenni. Dopo aver concluso gli studi obbligatori, Giuliani ha intrapreso la strada che molti giovani del suo tempo hanno percorso: il lavoro nei campi della zona. Nel 1961 una svolta importante con la formazione professionale in carpenteria, seguita dall'esperienza migratoria in Germania. Qui, tra cantieri edili e officine, non solo ha affinato le competenze di muratore e carpentiere, ma ha incontrato un maestro pittore affermato che gli ha trasmesso i fondamenti della tecnica pittorica.

Quegli anni di emigrazione, pur segnati dalla fatica del lavoro, sono stati cruciali: Giuliani ha scoperto e approfondito la lavorazione di materiali diversi, dal ferro al legno, sviluppando quella versatilità che oggi caratterizza la sua produzione artistica. Dal 2001, lasciato il mondo del lavoro, l'artista ha potuto finalmente dedicarsi completamente alla creatività. Quasi un quarto di secolo durante il quale ha trasformato il tempo libero in un laboratorio artistico permanente, sperimentando tecniche e materiali con risultati sorprendenti. L'esposizione ha infatti mostrato una varietà impressionante: accanto ai dipinti, il pubblico ha potuto ammirare sculture e manufatti realizzati con legno, ferro, cuoio e pietra.

Ogni opera testimonia non solo abilità tecnica, ma anche una sensibilità artistica matura e personale. I visitatori che hanno affollato il Centro Polivalente nei tre giorni dell'evento hanno scoperto un artista dalla personalità creativa ricca e complessa. Le sue creazioni dimostrano come il talento, quando coltivato con dedizione e passione, possa raggiungere livelli di eccellenza indipendentemente dai percorsi formativi tradizionali. La mostra ha rappresentato un momento importante per la comunità locale, rivelando come spesso il vero patrimonio artistico si trovi proprio tra le persone che vivono accanto a noi, portatori di storie e talenti che meritano di essere conosciuti e valorizzati.

 

 

di Michele Centola ©direttore.org