
Antonio Nardella redazione.org
San Marco in Lamis, giovedì 5 marzo 2026 - La data ufficiale non è ancora stata fissata, ma a San Marco in Lamis il clima elettorale è già incandescente. Secondo quanto emerge dai palazzi della politica locale, il prossimo appuntamento con le urne potrebbe cadere nell'autunno del 2026, con largo anticipo rispetto alla scadenza naturale della primavera 2027. Nelle prossime settimane dovrebbe arrivare la conferma istituzionale, ma la città del Gargano sembra non voler aspettare: la campagna, nei fatti, è già cominciata.
La coalizione progressista affronta una fase di profonda ridefinizione strategica. Il sindaco in carica Michele Merla non nasconde l'ambizione di conquistare un terzo mandato consecutivo, puntando sulla continuità e su una coalizione civica con il Partito Democratico come asse portante. Ma dall'interno dello stesso campo si leva un'alternativa sempre più concreta. Angelo Ianzano, dopo la prova convincente ottenuta alle ultime Elezioni Regionali, è diventato un punto di riferimento per quanti vorrebbero voltare pagina pur restando nell'area progressista. Attorno alla sua figura si stanno aggregando i movimenti moderati, l'area del PSI e di Sinistra Italiana — formazioni che potrebbero però optare anche per una conferma di Merla — nonché una parte del mondo PD che guarda con interesse a una discontinuità controllata.
Anche sul versante opposto dello schieramento il quadro è in evoluzione. Fratelli d'Italia, guidato localmente da Michele Longo, e Forza Italia, con Luigi Mossuto come riferimento, stanno valutando se presentarsi con un proprio candidato d'identità o confluire in un progetto civico di coalizione allargata, capace di intercettare un bacino elettorale più ampio. Il vero nodo, tuttavia, si chiama Napoleone Cera. Il coordinatore locale della Lega ha scelto per ora una postura attendista: osserva, ascolta e misura le proposte. Prima di sciogliere le riserve, intende capire quale schieramento garantisca una prospettiva amministrativa solida e un peso politico adeguato al proprio radicamento territoriale. La sua scelta potrebbe rivelarsi decisiva per gli equilibri complessivi.
A completare un quadro già frammentato ci sono i movimenti civici storici, il cui posizionamento resta per ora avvolto nel riserbo. Realtà come Ricominciamo e La Svolta non hanno ancora annunciato se parteciperanno alla competizione e, in caso affermativo, a fianco di chi. In un'elezione che si preannuncia combattuta, il contributo di questi gruppi potrebbe fare la differenza tra una vittoria netta e un ballottaggio imprevedibile — o addirittura delineare un terzo polo autonomo, capace di intercettare l'elettorato deluso dagli schieramenti tradizionali.
Nei prossimi mesi, con la convocazione ufficiale dei comizi alle porte, le tessere del mosaico dovranno necessariamente andare al loro posto. San Marco in Lamis si prepara a una stagione politica intensa, in cui ogni alleanza conta e ogni defezione pesa.
