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San Marco in Lamis, venerdì 3 aprile 2026 - Un risveglio carico di tensione, questa mattina, per i fedeli di San Marco in Lamis. Alle 5.30, quando ancora il buio avvolge i vicoli del centro garganico, la tradizionale processione del Venerdì Santo quella che ogni anno vede la statua della Madonna Addolorata percorrere le strade cittadine alla ricerca del Cristo morto tra le chiese, non si è svolta come da tradizione secolare. Nella giornata di ieri, la Protezione Civile della Regione Puglia aveva diramato un'allerta meteo di colore arancione fino alle 16 di oggi, segnalando condizioni atmosferiche avverse sul territorio.
Le strade bagnate, il rischio scivolate e la difficoltà nel trasportare in sicurezza la pesante statua della Vergine hanno spinto le autorità a prendere una decisione sofferta ma inevitabile. La scelta, concordata tra i vertici amministrativi e religiosi della città, è stata quella di non rinunciare del tutto alla processione, optando per una soluzione intermedia: il corteo si è svolto lo stesso, ma aperto soltanto da un crocifisso, senza la statua della Madonna Addolorata. Come era prevedibile, la decisione ha generato reazioni contrastanti tra i partecipanti e la comunità. Da un lato, c'è chi ha compreso le ragioni di sicurezza che hanno motivato la scelta, riconoscendo che il rischio concreto di cadute per i portatori su un manto stradale reso scivoloso dalla pioggia rappresentava un pericolo reale e non trascurabile.
Scegliere il cosiddetto "male minore" ha, in questo senso, una sua logica pratica e una valenza anche pastorale. Dall'altro lato, però, in molti si sono interrogati sul senso profondo di una processione privata del suo elemento centrale: la Madonna Addolorata che cerca il Figlio morto è il cuore simbolico e spirituale di questa celebrazione. Senza di lei, il rito perde buona parte del suo significato devozionale, quella narrazione silenziosa e commovente che ogni anno tocca l'anima dei fedeli più legati alla tradizione. Non sono mancati coloro che, non condividendo la decisione presa, hanno abbandonato il corteo, lasciando una processione già ridotta nei numeri per la leggera pioggia. Altri, invece, nonostante tutto, hanno scelto di rimanere, seguendo il crocifisso in preghiera, con la consapevolezza che la fede non si misura soltanto nella forma esteriore del rito.
Episodi come questo aprono inevitabilmente riflessioni più ampie sul rapporto tra tradizione, sicurezza e adattamento. Le processioni del Venerdì Santo nel Gargano, e in particolare quella di San Marco in Lamis, sono eventi di straordinaria intensità spirituale e culturale, radicate in una devozione popolare antica e profonda. Modificarle, anche per ragioni comprensibili, genera sempre un senso di perdita in chi le vive come patrimonio identitario irrinunciabile. Quel che è certo è che la comunità sammarchese ha dimostrato ancora una volta di non essere indifferente: ci si è confrontati, ci si è divisi, ci si è emozionati. E forse, in fondo, anche questo è un modo tutto umano di vivere la fede. La speranza è che le prossime celebrazioni possano svolgersi nella loro interezza, restituendo ai fedeli la piena bellezza di un rito che appartiene all'anima di questa terra.

