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San Marco in Lamis, giovedì 16 aprile 2026 - C'è qualcosa di coraggioso nel mettere su carta la propria storia politica, soprattutto quando quella storia appartiene a un'epoca che il tempo ha provveduto a seppellire sotto strati di revisionismo e dimenticanza. Lo sa bene Antonio Cera, sammarchese, dirigente scolastico, uomo di militanza decennale nel Partito Comunista Italiano, che ha scelto di raccogliere la propria memoria in un volume dal titolo inequivocabile: Comunista, Italiano. Anche qui, quel che resta. Il libro sarà presentato mercoledì 22 aprile 2026 alle ore 18:30 presso il Circolo del Partito Democratico "D. Compagnone" di San Marco in Lamis.
L'incontro, promosso dalla sezione locale del PD e patrocinato dal Comune, vedrà Paolo Bevilacqua conversare con l'autore in un dialogo che si preannuncia denso e personale. Non si tratta di un saggio storico in senso accademico. Cera parte da un impulso più intimo: il bisogno di fare memoria, di tracciare un filo tra ciò che si è stati e ciò che si è diventati. Nato nel 1947, ha attraversato il '68 garganico, ha vissuto da protagonista la stagione dell'impegno di base nel PCI dalla sezione sammarchese alla Federazione di Foggia e ha poi accompagnato la trasformazione del partito attraverso le sue successive incarnazioni: PDS, DS, fino al PD, ricoprendo sempre ruoli di segreteria cittadina.
Il libro non è nostalgia cieca. L'autore si confronta apertamente con le contraddizioni di quell'esperienza, con la differenza profonda tra ciò che il PCI rappresentò fino al 1991 e ciò che venne dopo. Non rinnega nulla, ma distingue, e questa capacità di distinguere è forse il tratto più maturo dell'intera operazione narrativa. Ciò che emerge dalle pagine non è la biografia di un singolo, ma il ritratto di un'intera generazione di giovani del Gargano che nei fermenti degli anni Settanta trovarono nel partito comunista non solo un'ideologia, ma una comunità. Una rete di relazioni, di responsabilità, di senso condiviso. San Marco in Lamis, certo, ma anche Monte Sant'Angelo, Apricena, San Severo, San Giovanni Rotondo, Rignano Garganico: paesi in cui il '68 aveva lasciato un'eco lunga, trasformando studenti e lavoratori in militanti convinti che "costruire un mondo migliore" fosse qualcosa di concretamente possibile.
In un'epoca in cui la parola "ideologia" è diventata quasi un insulto, raccontare con onestà cosa significasse abbracciarne una con tutto il peso di disciplina, speranza e disillusione che comportava ha un valore che va ben oltre la cronaca locale. Cera non scrive per convertire nessuno. Scrive per non disperdere ciò che è stato, per lasciare ai più giovani la possibilità di capire da dove veniamo, politicamente e umanamente. L'ingresso è libero.
Michele Centola
Direttore sanmarcoinlamis.org

