Antonio Nardella redazione.org

San Marco in Lamis, venerdì 29 maggio 2026 -  Le antiche strade acciottolate del centro storico “La Padula” hanno risuonato ieri di voci e melodie garganiche, trasformandosi nel set naturale di una ripresa destinata al grande pubblico televisivo nazionale. Il cantautore e ricercatore di tradizioni popolari Raffaele Nardella ha accolto le telecamere di RAI Scuola tra i vicoli carichi di storia del borgo pugliese, offrendo uno sguardo autentico e appassionato sull’identità culturale di questa terra. Al centro dell’incontro con la troupe televisiva, il format Festa Farina e Folk, programma di RAI Scuola dedicato alla riscoperta del patrimonio immateriale italiano.

Nardella ha guidato il racconto attraverso canti tradizionali del Gargano, ritmi antichi tramandati di generazione in generazione e che oggi, grazie all’impegno di artisti come lui, tornano a vivere con nuova energia. Le performance, eseguite a cielo aperto tra i bassi e i balconi fioriti del quartiere storico, hanno saputo restituire tutta la vitalità di una comunità che non ha mai smesso di custodire le proprie radici. Non solo canto, però. Nardella ha condiviso con il pubblico televisivo riflessioni profondi sul significato delle feste popolari come momento di coesione sociale, sul ruolo della musica nelle cerimonie stagionali e sul valore antropologico delle tradizioni locali che fanno di San Marco in Lamis un caso unico nel panorama culturale della Puglia e del Mezzogiorno d’Italia. Non poteva mancare, in un racconto autentico di questo territorio, il riferimento alla figura spirituale che da secoli ne plasma l’anima: San Michele Arcangelo.

Raffaele Nardella ha dedicato ampio spazio, davanti alle telecamere, alla narrazione del rapporto viscerale che lega le genti del Gargano al loro celeste patrono, il cui santuario a Monte Sant’Angelo è tra i luoghi di pellegrinaggio più antichi d’Europa e patrimonio UNESCO dell’umanità. Attraverso racconti, leggende locali e canti devozionali, l’artista sangimarchese ha dipinto un affresco vibrante di fede popolare: quella fede schietta e radicata che si esprime nelle processioni, nei “treni della devozione”, nelle offerte votive e in quei canti che i pellegrini intonavano lungo i sentieri della Foresta Umbra. Un patrimonio spirituale e culturale che, ha sottolineato Nardella, appartiene all’intera umanità e merita di essere conosciuto ben oltre i confini provinciali. La scelta del quartiere “La Padula” come location non è stata casuale. Questo angolo di San Marco in Lamis conserva intatta l’atmosfera delle borgate meridionali di un tempo: architetture in pietra locale, archi, androni ombrosi e una socialità spontanea che si respira ad ogni angolo.

È qui che la tradizione non è un museo a cielo aperto, ma una realtà viva, praticata quotidianamente dagli abitanti. Le riprese hanno catturato la bellezza discreta e autentica di questi luoghi, valorizzandoli come tassello fondamentale di un patrimonio territoriale che l’intero Subappennino Dauno e il promontorio garganico vantano con orgoglio. RAI Scuola porterà queste immagini nelle case degli italiani, offrendo uno sguardo prezioso su un Sud che lavora per la propria identità culturale. L’appuntamento televisivo rappresenta un’ulteriore conferma della capacità di Raffaele Nardella di essere ponte tra passato e presente, tra comunità locale e platea nazionale, portando il nome di San Marco in Lamis — e dell’intero Gargano — sui canali della televisione pubblica italiana. Una visibilità che non si misura solo in termini di audience, ma in termini di dignità culturale restituita a una terra che ha tanto da raccontare.