di Tonino Cera

San Marco in Lamis, giovedì 25 giugno 2026 -  Abbiamo più volte nel corso del racconto che vado facendo soffermarmi sui circoli cittadini di un tempo. Da quel che a me risulta oggi di quelle aggregazioni sociali che a S. Marco erano presenti e piene di vita è rimasto ben poco, forse solo il Circolo Unione - Cultura è ancora frequentato, se sono ormai stati chiusi anche i circoli dei fan delle squadre di calcio - juventini, interisti, milanisti, foggiani - non resta più nulla. Anche i partiti politici non aggregano più come un tempo, resta il circolo del Partito Democratico che da alcuni mesi ha inglobato parte degli iscritti del Club Juventus con i quali è ritornato ad essere frequentato, non come un tempo, per intenderci  quello del PCI, ma la sera è tornato senza dubbi ad animarsi.

Poi, più nulla. Neanche le Parrocchie, altre realtà che, oltre alle attività canonicamente religiose, svolgevano attività sociali e ricreative, almeno  a voler credere a quanto si legge in tema di frequenza, se la passano bene, essendo diminuita anche la partecipazione dei fedeli alle funzioni sia quotidiane che domenicali. E in quelle realtà era presente di tutto, non, come è ovvio, in circoli come quello degli artigiani o dei, cosiddetti, "signori". Oltre ai giochi, prima con con le carte napoletane o americane, poi con i calciobalilla, e ancora con i flipper. Ma  “lo stare insieme” era quello che contava di più, magari dopo una buona lettura di giornale, quotidiano o settimanale. Poi arrivò anche la televisione. Nei circoli le appartenenze politiche cessavano non appena si metteva piede in sede.

Nel senso che potevano anche esserci discussioni su fatti di attualità politica, ma senza mai trascendere, il rispetto delle opinioni altrui era generalmente rispettato. E, in circoli come la Polisportiva, che è quello che, come tutti sanno, ho frequentato di più (poi venne la Società di Cultura) vi era di tutto anche se, a cominciare dai fondatori, erano quelli di destra ad essere maggioranza. Vi era tra questi anche chi aveva svolto militanza attiva addirittura con qualche problema con la giustizia (fascista, che però non perdonò mai il 25 luglio, e tutto quel che ne conseguì, e perciò preferiva essere definito “mussoliniano” tout court). Peccati di gioventù, però. Angelino Luciani, questo il suo nome, fratello di Michelino e Tonino, entrambi portieri della gloriosa Polisportiva Sammarco, che come tanti andò per lavoro in Germania e dopo alcuni anni, sistemate le incombenze materiali della vita, fece ritorno a S. Marco.

Bene, era Angelino che, mettendo piede nella sede della Polisportiva, di sera affollata all’inverosimile amava salutare tutti con uno : “Salute a tutti, meno uno!”, il silenzio per un microsecondo diventava surreale poiché ognuno si sentiva chiamato in causa cercando un motivo che potesse in qualche modo riguardargli. Poi tutto riprendeva normalmente con la scala 40 e il tressette col morto, i giornali, la televisione o con tutto quello che ciascuno in quel momento era intento a fare. E la cosa si ripeteva immancabilmente ogni sera. Nessuno capì mai chi potesse essere il destinatario di quel "...meno uno!"  E, se, invece, Angelino, avesse voluto rivolgersi a qualcuno con il quale aveva avuto a che fare, uno dei tanti che non gli si era filato per un accidente qualsiasi? Anzi, forse ne aveva più di uno e ogni sera in quel modo, lo abbiamo chiamato surreale, gli faceva sapere che non aveva dimenticato, e non sarebbe mai potuto essere tranquillo dovunque e comunque si trovasse. Non, dunque, quelli della Polisportiva, ma qualche altro che non meritava di essere dimenticato. Mai! "…meno uno", per sempre!

 

di Tonino Cera