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San Marco in Lamis, lunedì 29 giugno 2026 - Ogni anno, il 29 giugno, la Chiesa universale si ferma per onorare due figure che hanno segnato in modo indelebile la storia del cristianesimo: Pietro, la roccia su cui Cristo ha edificato la sua Chiesa, e Paolo, l'apostolo delle genti che ha portato il Vangelo ai confini del mondo antico. Oggi, anche la comunità di San Marco in Lamis rinnova questo appuntamento spirituale con un programma di celebrazioni curato dall'Arciconfraternita dei Sette Dolori, espressione viva della pietà popolare del Gargano.
La solennità liturgica si svolge nella cornice della chiesa dell'Arciconfraternita, edificio dalla facciata sobria e luminosa che si staglia con eleganza nel cuore del borgo, diventando per l'occasione punto di riferimento spirituale per l'intera cittadinanza. La presenza delle statue dei due apostoli Pietro con le chiavi e il libro sacro, Paolo con la spada e le Scritture — ricorda ai fedeli il duplice pilastro su cui si fonda la tradizione apostolica della fede cattolica. La giornata si articola in tre momenti liturgici distinti, pensati per accompagnare i fedeli dall'alba alla sera in un cammino di preghiera progressiva. Alle ore 10:00 è in programma la Santa Messa mattutina, momento di raccoglimento che apre ufficialmente la festa nel segno della Parola e dell'Eucaristia.
Nel pomeriggio, alle ore 17:45, la comunità si raccoglierà attorno al Rosario, preghiera mariana per eccellenza che nella tradizione confraternale sanmarchese riveste un ruolo centrale di meditazione e intercessione. La giornata culmina poi alle ore 18:30 con la Santa Messa Solenne, celebrazione eucaristica di carattere più festivo e partecipato, nella quale convergono il canto, la liturgia solenne e la devozione popolare. Protagonista dell'organizzazione è l'Arciconfraternita dei Sette Dolori di San Marco in Lamis (Fg), una delle realtà associative più radicate nel tessuto civile e religioso del Gargano. Fondata per onorare la Vergine Addolorata e promuovere la vita sacramentale dei propri confratelli, l'Arciconfraternita rappresenta da secoli uno dei pilastri della tradizione cattolica locale, preservando riti, processioni e liturgie che affondano le radici nel profondo senso del sacro proprio di questa terra.
In occasione della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, l'Arciconfraternita si fa ancora una volta promotrice di un'esperienza di fede comunitaria che va oltre il semplice adempimento liturgico: la festa diventa incontro, memoria e identità. Nel contesto della devozione popolare garganica arricchita dalla vicinanza con il Santuario di San Pio a San Giovanni Rotondo e con quello di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo questa celebrazione assume un significato ancora più profondo, inserendosi in un cammino spirituale che connette generazioni. “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa. Io mi gloria nelle mie debolezze, perché la potenza di Cristo dimori in me.” (Mt 16,18 – 2 Cor 12,9). Le due citazioni scritturali scelte per la locandina ufficiale della celebrazione restituiscono con efficacia la complementarità delle figure di Pietro e Paolo. La prima, tratta dal Vangelo di Matteo (16,18), richiama la promessa di Cristo a Simone, ribattezzato Pietro la pietra fondamento visibile e storico della comunità cristiana.
La seconda, dalla Seconda Lettera ai Corinzi (12,9), è la confessione di Paolo, che nella propria fragilità riconosce la forza del Signore: un ribaltamento paradossale della logica umana, capace di trasformare la debolezza in grazia. Pietro e Paolo non sono solo figure del passato remoto: la loro testimonianza attraversa i secoli e continua a parlare alle comunità cristiane di oggi. Pietro, pescatore di Galilea, chiamato a pascere il gregge; Paolo, ex persecutore dei cristiani, diventato il loro più strenuo difensore. Insieme, questi due uomini incarnano la doppia radice su cui si fonda la Chiesa: la continuità con Israele e l'apertura universale al mondo. Celebrarli insieme, come avviene fin dalle prime tradizioni liturgiche romane, è riconoscere che la fede si nutre di radici e di slancio, di memoria e di profezia. La comunità di San Marco in Lamis, come ogni anno, si prepara dunque a vivere questa giornata con raccoglimento e partecipazione. In un tempo segnato spesso da frammentazione e individualismo, la festa dei Santi Pietro e Paolo offre un'occasione preziosa per riscoprire il valore della comunità, della fede condivisa e della tradizione viva. Un appuntamento che non è solo religioso, ma profondamente umano.

