Michele Centola redazione.org

San Marco in Lamis, mercoledì 1 luglio 2026 -  Una scalinata chiusa da mesi, un cartello che ne vieta l'accesso «per motivi di sicurezza» e un quartiere che si sente lasciato ai margini. È quanto racconta una lettera di protesta arrivata nella nostra redazione, sottoscritta da un gruppo di residenti della zona di via Alcide De Gasperi e via San Massimiliano Kolbe, a San Marco in Lamis, esasperati da una situazione che si trascina ormai da tempo senza che sia stata prospettata alcuna soluzione. La rampa di gradini, un tempo utilizzata quotidianamente da decine di persone per collegare in modo rapido le due parti del quartiere, è oggi sbarrata da transenne arancioni, rete di cantiere e un avviso affisso alla parete che informa dell'interdizione temporanea al transito pedonale.

Le abbondanti piogge dei primi mesi dell'anno hanno fatto rigonfiare parte della muratura di sostegno della stessa scalinata con conseguente pericolo di crollo. La chiusura, spiegano i firmatari della lettera, dura infatti da diversi mesi, senza che si siano visti cantieri, sopralluoghi o segnali di un imminente avvio dei lavori. Nella missiva i residenti descrivono con precisione l'impatto che la chiusura ha avuto sulla vita di tutti i giorni. Chi abitava a pochi passi dalla scalinata è ora costretto a percorrere strade collaterali molto più lunghe per raggiungere il centro cittadino, la propria abitazione o semplicemente la fermata dell'autobus. Un aggravio che pesa in modo particolare su due categorie di cittadini: gli anziani, per i quali ogni metro di strada in più si traduce in fatica e difficoltà, e i pendolari che ogni mattina devono prendere i mezzi pubblici per raggiungere il posto di lavoro o i luoghi di studio. «Quella scalinata era il modo più semplice e veloce per raggiungere l'autobus. Ora, con le gambe che non sono più quelle di una volta, il percorso alternativo diventa un'impresa quotidiana» 

È questo, in sostanza, il senso di molte delle testimonianze raccolte nella lettera: la perdita di un collegamento pedonale non è un semplice disagio logistico, ma incide concretamente sulla qualità della vita di chi vive nella zona, in particolare delle persone più fragili, meno autonome negli spostamenti e più dipendenti dal trasporto pubblico locale. Al di là del disagio in sé, ciò che più preoccupa i residenti è l'assenza di comunicazioni da parte dell'amministrazione comunale e degli uffici tecnici competenti. Dalla lettera emerge con chiarezza la richiesta di sapere quali siano i tempi previsti per il ripristino della scalinata e per la sua messa a norma, elementi sui quali, ad oggi, non risulterebbe essere stata fornita alcuna indicazione ufficiale ai cittadini.

I firmatari chiedono che l'infrastruttura venga rimessa in sicurezza e riaperta al più presto, sottolineando come il protrarsi dell'interdizione, senza l'avvio di un cantiere né una tempistica dichiarata, rischi di trasformare una misura precauzionale in un abbandono di fatto di un'opera pubblica di collegamento importante per l'intero quartiere. Nella parte conclusiva della lettera, i residenti si rivolgono direttamente all'amministrazione comunale, chiedendo un impegno chiaro e verificabile: l'individuazione delle risorse necessarie, l'avvio in tempi rapidi degli interventi di ripristino e, nel frattempo, un'informazione trasparente sullo stato della pratica e sulle prospettive di riapertura della scalinata. La redazione di sanmarcoinlamis.org resta a disposizione per raccogliere eventuali repliche o aggiornamenti da parte degli uffici comunali competenti, con l'auspicio che alla segnalazione dei cittadini possa seguire, in tempi ragionevoli, una risposta concreta.

 

Michele Centola 

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