Michele Centola ©redazione.org

San Marco in Lamis, giovedì 2 luglio 2026 -  L'ultima seduta del Consiglio comunale di San Marco in Lamis si è chiusa con una polemica che va oltre i punti all'ordine del giorno: quella sulle assenze in aula. A sollevarla, con toni netti, è stato il consigliere di minoranza Angelo Cera, che ha puntato il dito contro  Angelo Ianzano  e altri consiglieri assenti alla seduta. Sulla stessa linea si sono espressi anche il sindaco Michele Merla e l'assessore Caterina Ferro, entrambi convinti che la partecipazione ai lavori consiliari non possa considerarsi un optional. Il consigliere ha parlato di un'abitudine ormai consolidata, non di un episodio isolato.

Nel mirino, in particolare, la posizione di Ianzano, futuro candidato sindaco alle prossime amministrative: per Cera è difficile conciliare l'ambizione di guidare la città domani con l'assenza, oggi, dai banchi dell'aula consiliare. «Come si fa a coltivare l'ambizione di guidare domani un'intera città se oggi non si trova il tempo di sedersi tra i banchi del Consiglio e fare il proprio dovere? Il Consiglio non è una formalità da timbrare quando conviene: è il luogo dove si decide, dove i cittadini hanno diritto a essere rappresentati» Cera ha voluto anche sgombrare il campo da voci circolate in ambito locale su presunte future alleanze con esponenti del Partito Democratico in vista delle amministrative, smentendo qualunque intesa: le distanze, ha precisato, restano di idee e di metodo, e nessun accordo del genere è mai stato sul tavolo.

Il consigliere ha ribadito che la presenza politica si dimostra con i fatti, sui banchi e sul territorio, non soltanto davanti alle telecamere, e che l'obiettivo non è la spartizione di incarichi ma la presenza costante di chi amministra. Le critiche di Cera hanno trovato sponda anche in maggioranza. Sia il sindaco Michele Merla sia l'assessore Caterina Ferro hanno espresso, nel corso della seduta, lo stesso disappunto per le assenze ricorrenti, sottolineando come la partecipazione ai lavori consiliari rappresenti un dovere istituzionale prima ancora che politico, non rinviabile in base alle convenienze del momento. Un'insolita convergenza tra maggioranza e opposizione, unite proprio sul tema della responsabilità di chi siede o dovrebbe sedere in Consiglio. Angelo Ianzano non era presente in aula, ma ha voluto rispondere alle critiche piovute da più fronti politici scegliendo il registro della sobrietà.

Richiamando un pensiero attribuito a San Francesco d'Assisi sulla ricerca della pace, il consigliere ha rivendicato la scelta di non replicare colpo su colpo alle polemiche, definendo il proprio metodo un lavoro silenzioso e non conflittuale. «In democrazia non sono le polemiche a decidere il futuro di una comunità, ma i cittadini. Saranno loro, il prossimo anno, a scegliere chi dovrà amministrare la città per i prossimi cinque anni» Ianzano ha inoltre osservato come, dopo vicende delicate che hanno interessato la città, il primo Consiglio utile si sia concentrato più sulle sue assenze e sul suo silenzio che sui problemi reali da affrontare davanti ai cittadini.

Ha quindi annunciato che il suo gruppo, i Moderati, si presenterà alla comunità a tempo debito con una proposta condivisa, una squadra e un programma costruiti sui bisogni del territorio, ribadendo che la fiducia si conquista con i fatti e non con gli slogan,  e che sarà il voto dei cittadini a stabilire chi guiderà la città nei prossimi cinque anni.

 

Michele Centola

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