Tonino Cera

San Marco in Lamis, venerdì 10 luglio 2026 -  Michele Pignatelli come è noto, è uno dei protagonisti di queste “storielle”. Il Parente, come è conosciuto da San Marco intera, poiché si sente, come da sempre afferma,  il “parente” di tutti, riesce come pochi a tirare fuori immagini le più fantasiose. Da qualche anno ha compiuto i novant’anni, e nell’occasione ci siamo intrattenuti con lui in una serata magnifica di autentica spontaneità presso la Biblioteca Comunale.

Abbiamo ripercorso gli anni vissuti nel mitico “salone"di Tonino Giampriamo, il leggendario “Ciamoria”, con le avventure le più incredibili che lì e nei luoghi circonvicini si svolgevano e di cui si è raccontato ampiamente nelle due parti già pubblicate di “Un tempo, a S,.Marco”.  Appunto si è parlato di modi di dire inventati di sana pianta, ed era un esercizio che vedeva molti protagonisti. Qui non ci si riferisce alla leggendaria spontaneità di Tonino Giampriamo che possedeva la capacità di trasformare il “normale” in autentiche invenzioni lessicali (tra le tante basta ricordare quell’”Oronzocopo” a dir poco geniale !), quel che si vuole raccontare è invece la capacità del Parente, ma anche di altri, di  costruire nomi e locuzioni partendo dalle varie facce della realtà che ci circonda.

Proprio a Tonino Giampriamo venne affibbiato un  “Gamba d’oro” che si guadagnò per aver segnato una rete in una partita di calcio tra amici. Per essere precisi non fu Tonino a colpire il pallone fu invece quest’ultimo che andò verso lo stinco del nostro: ecco il riferimento all’oro! Da una canzone, ad esempio, ascoltata al Festival di Sanremo cantata da Nicola Di Bari, “Il cuore è uno zingaro.” dove si ascolta la locuzione ”catene non ha”  Michele prese a chiamare i fratelli Nardella, noti con il soprannome di “Catenedde”, “catene non ha”! O ancora, riferendosi a Sebastiano Contessa, per gli amici Ninuccio,  quando per un motivo qualsiasi lo si nomina il Parente assente, e precisa: ”Sì sì, Leone quanne ieva meninne.” riferendosi in questo modo all’ex  Presidente della Repubblica Giovanni Leone (1971-1978): e dite voi se non coglie nel segno! E poi, ancora delle locuzioni in lingue "disperate" poiché coniugate con assoluta libertà ma con significati più o meno comprensibili tanto per giocare con le parole.

Si va da un inglese assai approssimativo come: “ A japanese girl all america long go…” a un latinorum, e si è buoni, tra la blasfemia e la goliardia: “ Christus natus et sisti nobis,et in culi tibus et in corpore vestri: venite odoremus!” il cui significato potrebbe apparire inestricabile ma il riferimento era a un bisogno umano con qualche conseguenza olfattiva, e al Parente piaceva, e piace ancora, declamare e farsi ascoltare. Luoghi e personaggi scomparsi ma che hanno riempito di significato e senso la nostra vita. E anche altri non erano da meno. Chi se non Ciamoria. Si stava lì, al Salone , magari senza fare nulla, ai limiti della noia, e di colpo mentre qualcuno diceva la sua saltava fuori il commento che non ti aspetti: “Eh, sì, che vuoi farci: ogni mondo è paese!”, di rimando a Tonino che l’aveva pronunciata si chiedeva: “Tonì, ma quanti mondi ci sono?”, la risposta sempre consisteva in un immancabile e sincero sorriso. Che dire della visita che Tonino fece a casa di un cliente per un servizio a domicilio. Bussò e alla porta arrivò la figlia del cliente alla quale Tonino chiese:” C’è babbo?”, gli fu risposto di no.

Di rimando il nostro insistette con un :” …e babba c’è!” Qualcuno che legge dirà :”Ma dai, come si fa a non dire ‘mamma’ “: più volte si è parlato di subitanea e incontenibile spontaneità, ed è la spiegazione vera di quel che si racconta. Come già detto in altra parte di queste storielle, per tornare al Parente: e se a Forcella quel giorno di tantissimi anni fa avesse comprato quella laurea come sarebbe andata? Vallo a sapere!

 

di Tonino Cera