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San Marco in Lamis, martedì 14 luglio 2026 -  Il Cortile Balilla si prepara a diventare, per una sera, una piccola sala di cinema all'aperto e, insieme, un luogo di riflessione collettiva. Martedì 14 luglio, a partire dalle ore 21:00, la Festa de l'Unità organizzata dal Circolo del Partito Democratico "Donatello Compagnone" ospiterà la proiezione di «Berlinguer. La grande ambizione», il film che Andrea Segre ha dedicato a Enrico Berlinguer, storico segretario del Partito Comunista Italiano. A rendere l'appuntamento particolarmente significativo sarà la presenza in sala dello stesso regista, che dialogherà con il pubblico sammarchese al termine della visione.

Interpretato da un Elio Germano capace di restituire con rigore la figura del leader comunista, il film ripercorre gli anni compresi tra il 1973 e il 1978: dal viaggio a Sofia, segnato dal tentativo di attentato ai danni di Berlinguer, fino alla stagione del confronto con la Democrazia Cristiana passata alla storia come "compromesso storico", in un Paese scosso dalle tensioni della Guerra Fredda e dalla tragedia del sequestro di Aldo Moro. La regia di Segre alterna i momenti pubblici, fatti di comizi, congressi e trattative internazionali, ai risvolti più privati dell'uomo Berlinguer, componendo un affresco che intreccia la grande Storia con la sfera familiare e umana del protagonista.

Presentato in apertura alla Festa del Cinema di Roma e premiato con due David di Donatello, «La grande ambizione» arriva così anche a San Marco in Lamis grazie a un'iniziativa che il Circolo "Donatello Compagnone" ha voluto fortemente inserire nel cartellone della Festa de l'Unità. La scelta di un film sulla storia del movimento operaio e sulla ricerca, tutta italiana, di una via democratica al socialismo, si intreccia con la vocazione popolare della manifestazione, pensata come momento di incontro, socialità e confronto politico aperto a tutta la cittadinanza. La presenza del regista non sarà una semplice cornice all'evento, ma l'occasione per un confronto diretto sul senso di riportare oggi, in una piazza del Gargano, la storia di un protagonista della Repubblica spesso conosciuto più per immagine che per il reale portato delle sue battaglie politiche e sociali.