di Michele Centola

San Marco in Lamis, venerdì 19 settembre 2026 -  Come ogni anno, la Fiera di San Matteo ha aperto questa mattina la tre giorni di festa e le strade del centro si sono popolate di bancarelle, voci e curiosi. L’appuntamento è in calendario dal 19 al 21 settembre. Non è sempre stato così. Per lungo tempo la fiera si teneva il 20, 21 e 22 settembre. Poi, per la concomitanza con la veglia di San Pio, un’ordinanza prefettizia dettata da ragioni di ordine pubblico ha anticipato di un giorno le date, che da allora sono rimaste quelle di oggi. Tra gli stand si trova davvero di tutto: capi di abbigliamento, utensili, oggettistica per la casa, giocattoli, dolciumi. Numerosi i commercianti giunti da ogni parte della Puglia, ma anche dal Napoletano.

Non è raro imbattersi in vere e proprie trattative a colpi di offerte e controfferte, che si chiudono con un prezzo capace di soddisfare sia chi vende sia chi compra. A colpire, oltre ai colori, è la varietà delle persone: bambini, giovani e adulti, ciascuno con i propri interessi ma tutti accomunati dalla speranza di scovare una novità o un buon affare. Chi scrive, come tanti sanmarchesi, ha trascorso qualche ora tra le bancarelle per puro piacere di curiosare. Il pensiero, inevitabilmente, corre al passato. C’era un tempo in cui l’offerta era molto più modesta e la fiera aveva un’anima diversa, legata al mondo rurale: un ricco mercato di bestiame, con scambi e acquisti di animali destinati all’allevamento in campagna.

Con lo spopolamento delle zone agricole quell’identità si è dissolta, e l’appuntamento ha finito per orientarsi verso le necessità della vita domestica contemporanea. Lungo il percorso non mancano i chioschi ambulanti. Panini con porchetta, salsiccia, wurstel o bistecca, e per digerire meglio o placare la sete, naturalmente, la birra. C’è chi lamenta la perdita della tranquillità che contraddistingue la cittadina. Un disagio comprensibile, ma si tratta di soli tre giorni: poi tutto torna alla normalità. Capitolo musica. Sul cartellone di quest’anno figurano Il Giardino dei Semplici e i Gemelli Diversi. Come sempre, la scelta degli artisti anima il dibattito cittadino, che parte settimane o addirittura mesi prima, quando l’estate picchia ancora forte, con punte vicine ai 40 gradi come è accaduto quest’anno.

Ognuno sceglie il suo preferito, sperando che la decisione ricada proprio sul proprio beniamino. Sul palco di San Marco, in passato, sono saliti artisti di primissimo livello, ingaggiati con compensi molto onerosi. Oggi ci si accontenta, perché lo scenario è cambiato: la situazione economica del Comune non è quella di un tempo, il comitato festa che un tempo raccoglieva somme ingenti non esiste più oppure dispone di cifre modeste, e a mancare è anche il sostegno di privati e aziende. La festa, però, è appena cominciata. Restano ancora due giorni da vivere e, chissà, un’altra esperienza da fare passeggiando tra le bancarelle.

 

di Michele Centola

direttore www.sanmarcoinlamis.org