Antonio Del Vecchio

Ischitella, giovedì 26 settembre 2019 -  Qualcuno è ancora Comunista? Ovviamente la risposta è affermativa. Il riferimento è alla parola d’ordine contenuta in una articolata locandina affissa in questi giorni in ogni dove. Tanto per annunciare l’inaugurazione di una nuova sede del Partito di Rifondazione Comunista. La stessa avrà luogo, sabato 28 Settembre, dalle ore 18.00 in poi,  in Via Triggiani, a Ischitella, cui parteciperanno dirigenti e militanti del Partito, provenienti da tutta la Capitanata.

L’altro motivo di richiamo è che la struttura sarà intitolata a Peppino Impastato, il giovane giornalista demoproletario ucciso dalla mafia in quanto direttore di Radio Aut, radio libera, che in quegli anni conduceva la sua aspra guerra contro il capo-mafia  Badalamenti. Il tutto accadde tra la notte dell’8 e 9 maggio 1978 con una letale carica di tritolo. E questo, per farne scomparire ogni traccia dell’uomo e dell’idea socialista, quella stessa idea che lo aveva animato a condurre l’omonimo giornaletto pochi anni prima, dopo la sua adesione al PSIUP.. L’uccisione passò sotto silenzio per via della morte di Moro.  Ma dopo, grazie al giudice Chinnici, diventerà un simbolo di luce e di lotta contro il richiamato  male sistemico italiano.

A proporne la simbologia e a trasmetterne la passione politica del momento è il gruppo dei giovani aderenti, capitanati dal loro segretario cittadino, Eustachio Caputo, che è stato sempre presente e attivo nella comunità ischitellana, soprattutto nelle lotte per la difesa dei diritti e della sanità pubblica. Non a caso l’invitato d’onore della serata sarà l’accademico e  parlamentare di lungo corso Giovanni Russo Spena, studioso ed autore di un libretto sulle ragioni ‘mafiose’ che hanno  Impastato. Il citato relatore, già deputato in tre legislature e senatore in due in Rifondazione Comunista, nonché segretario nazionale dal ’87 al 91 di DP di Mario Capanna.  

È  famoso, inoltre, quale avvocato garantista all’ennesima potenza, per aver votato, il 29 aprile del 1993,  contro l’autorizzazione a procedere  nei confronti  di Bettino Craxi. Fu forse questa la ragione della sua mancata elezione, l’anno successivo . La manifestazione pubblica avrà luogo nella piazza centrale addobbata a festa da palco e bandiera rossa, cui seguirà, come recita la locandina,  Jam Session Popolare con artisti di strada. Il riferimento è allo strumento musicale che ognuno potrà suonare dando forza ed impeto ad una improvvisata orchestra, che, a sua volta, sarà accompagnata dall’immancabile grigliata sociale.

Entrambe abitudini organizzative inalienabili nel pensiero e nell’azione di questo glorioso partito, che continua ancora a battersi nell’attuale grigiore della politica e del trasformismo imperante, sollecitato dalla convinzione – ci dice il sammarchese Antonello Soccio, già segretario provinciale del Partito ed attuale dirigente nazionale - che solo “chi ha un grande passato alle spalle, detiene il futuro”.