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Gargano, venerdì 25 luglio 2025 - Una drammatica scoperta ha scosso la comunità del Gargano nelle ultime ore. Un gruppo di cinghiali, composto da quattordici esemplari appartenenti a un unico nucleo familiare, è stato ritrovato senza vita all'interno di un invaso d'acqua situato nella zona retrostante Monte Calvo, oltre la piana. La tragica notizia è emersa grazie alla denuncia di un allevatore locale che, attraverso i propri canali social, ha condiviso un breve filmato documentando l'accaduto. Le immagini, seppur crude nella loro realtà, testimoniano l'entità di quella che può essere definita una vera e propria strage della fauna selvatica locale.
Secondo la ricostruzione fornita dall'allevatore che ha effettuato il ritrovamento, gli animali si sarebbero avvicinati all'invaso spinti dalla necessità di dissetarsi. Un gesto naturale e istintivo che si è trasformato in una trappola mortale per l'intera famiglia di ungulati. Le circostanze precise che hanno portato al decesso simultaneo di tutti gli animali sono ancora oggetto di valutazione. È probabile che la conformazione dell'invaso, con sponde ripide o scivolose, abbia impedito ai cinghiali di risalire una volta entrati in acqua, causandone l'annegamento. Questo tipo di incidenti, purtroppo, non è raro quando si tratta di invasi artificiali privi di adeguate vie di fuga per la fauna selvatica che vi si abbevera.
L'episodio si inserisce nel complesso quadro delle difficoltà che da tempo affliggono il settore zootecnico del territorio garganico. Gli allevatori della zona si trovano infatti a dover fronteggiare molteplici criticità che mettono a dura prova la sostenibilità delle loro attività. La perdita di questa famiglia di cinghiali, pur rappresentando un alleggerimento della pressione esercitata dalla fauna selvatica sui terreni agricoli, costituisce comunque un danno per l'equilibrio dell'ecosistema locale e testimonia le problematiche legate alla coesistenza tra attività umane e ambiente naturale. L'accaduto solleva interrogativi sulla necessità di adottare misure preventive per evitare il ripetersi di simili tragedie.
La realizzazione di rampe di risalita o altre soluzioni tecniche negli invasi potrebbero rappresentare un investimento utile per preservare la fauna selvatica senza compromettere l'utilizzo di queste strutture per le attività agricole e zootecniche. La vicenda evidenzia ancora una volta quanto sia delicato l'equilibrio tra le esigenze del territorio, la tutela dell'ambiente e le necessità degli operatori del settore primario, richiedendo un approccio integrato e consapevole da parte di tutte le parti coinvolte.
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