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Gargano, mercoledì 3 settembre 2025 - Una vicenda drammatica ha scosso la comunità del Gargano nella notte tra sabato e domenica. Antonia Notarangelo, 76 anni, ha perso la vita mentre veniva trasportata dalla figlia verso l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, lungo la strada che collega Vieste alla struttura sanitaria. La tragedia ha avuto inizio quando la donna ha accusato un malore. Il figlio Pasquale Ciuffreda ha immediatamente contattato il servizio di emergenza 118, ma si è sentito rispondere che tutte le ambulanze del territorio di Vieste erano impegnate in altri interventi.
L'unica possibilità sembrava essere l'arrivo di un mezzo di soccorso da Peschici. Tuttavia, il personale dell'ambulanza di Peschici ha suggerito di portare direttamente la paziente al pronto soccorso locale di Vieste. La figlia ha quindi accompagnato la madre presso la struttura sanitaria della cittadina garganica. Una volta giunta al pronto soccorso di Vieste, la situazione non è migliorata. Secondo la ricostruzione fornita dalla famiglia, la donna ha dovuto attendere oltre un'ora prima di ricevere assistenza medica. Durante questo tempo, stando alla testimonianza dei parenti, non sarebbe stato presente alcun medico disponibile per effettuare una visita.
Il personale sanitario presente avrebbe quindi consigliato alla famiglia di tornare il giorno successivo nel caso in cui le condizioni della paziente si fossero ulteriormente deteriorate, non ritenendo la situazione sufficientemente grave da richiedere un ricovero immediato. Trascorsa un'ora dall'arrivo al pronto soccorso, senza che si profilasse alcuna soluzione di trasferimento in ambulanza, la figlia ha preso la decisione di accompagnare personalmente la madre verso l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Un viaggio notturno intrapreso da sola, con la paziente in condizioni critiche.Durante il tragitto, nei pressi di Baia delle Zagare, l'anziana ha cessato di respirare.
Nonostante la disperata corsa verso la struttura ospedaliera, per Antonia Notarangelo non c'è stato nulla da fare. Pasquale Ciuffreda ha deciso di rendere pubblica questa vicenda attraverso una lettera aperta, denunciando quello che considera un grave malfunzionamento del sistema sanitario territoriale. Nella sua testimonianza, l'uomo sottolinea come la madre sia deceduta "in mezzo al nulla", lungo una strada, mentre tentava disperatamente di raggiungere le cure mediche necessarie. La vicenda solleva interrogativi importanti sull'organizzazione dei servizi di emergenza sanitaria nel territorio del Gargano, particolarmente durante le ore notturne.
La famiglia chiede ora che si faccia luce su quanto accaduto, affinché simili tragedie possano essere evitate in futuro. Questo episodio mette in evidenza le difficoltà che caratterizzano l'assistenza sanitaria nelle aree periferiche, dove la carenza di mezzi di soccorso e di personale medico può trasformarsi in una questione di vita o di morte. La necessità di percorrere lunghe distanze per raggiungere strutture ospedaliere adeguate rappresenta una sfida costante per i residenti di queste zone. La morte di Antonia Notarangelo rappresenta non solo una perdita dolorosa per la sua famiglia, ma anche un campanello d'allarme per le istituzioni sanitarie locali e regionali, chiamate a garantire un servizio di emergenza efficace su tutto il territorio.
