di Alessandra Ruberto

Falerna (CZ), mercoledì 25 novembre 2015 -  La disoccupazione in Italia è la più alta dei paesi europei dell’unione, soprattutto quella giovanile! Disoccupazione, molto grave in quanto alla disoccupazione esplicita, cioè quella rilevata dall’ISTAT, si accompagna una grossa fetta di disoccupazione dei cosidetti scoraggiati, cioè quelli che non lo cercano più un lavoro convinti dell’inutilità della ricerca. A questo proposito, l’Unione Europea si è attivata per contrastare tale fenomeno attraverso il Piano europeo “Garanzia Giovani”.

 I Paesi membri, quindi anche l’Italia, ricevono dei finanziamenti che sono investiti in politiche attive di formazione, di orientamento e inserimento nel mondo del lavoro con l’obiettivo di favorire i giovani di un’età compresa tra i 15 e i 29 anni (non impegnati in un percorso di studi, o formativo o che non lavorano) in questi progetti. Si tratta di un’iniziativa finalizzata in primis ad attenuare la fuga dei molti giovani italiani, soprattutto delle Regioni meridionali, che scoraggiati dalle difficoltà di affermarsi e inserirsi nel mondo del lavoro, decidono di emigrare e non più verso il nord Italia, come accadeva in passato, bensì all’estero, alla ricerca di qualcosa che il nostro Paese attualmente non offre.

Per quanto riguarda Garanzia Giovani, i centri per l’impiego di competenza di ciascun comune forniscono agli enti e alle aziende interessate ai progetti le informazioni di coloro che hanno completato la procedura di adesione al programma (previa registrazione sul portale internet). Successivamente, le aziende offrono al giovane l’opportunità di effettuare un tirocinio formativo di mesi 6 per un’eventuale assunzione (qualora ci fossero i presupposti) al termine del percorso. A trarre beneficio dall’iniziativa è sia l’azienda, che riceve un contributo proporzionato al profilo personale e professionale del giovane (da basso a molto alto) sia il giovane stesso che, oltre ad accumulare esperienza lavorativa, è retribuito sulla base di quanto stabilito per la propria Regione. In altre parole, l’importo del tirocinio varia da Regione a Regione . Veniamo però al lato negativo dell’iniziativa.

Nata come lotta al fenomeno della disoccupazione giovanile, dal punto di vista pratico, nonostante l’attivazione “regolare” dei tirocini, l’erogazione dei pagamenti non sta avvenendo, a oggi, di pari passo all’andamento dei tirocini stessi. I ritardi nei pagamenti, ulteriore motivo di scoraggiamento, interessano in particolare le Regione del mezzogiorno. Molti giovani che iniziano il tirocinio, infatti, dopo i primi mesi decidono di abbandonare in quanto poco motivati a continuare (a causa di questi mancati pagamenti alla scadenza di ciascun mese). Di conseguenza cresce il livello di sfiducia nei confronti delle istituzioni. E’ necessario dunque che, affinché i giovani siano stimolati e motivati a rimanere nel proprio Paese piuttosto che sentirsi costretti ad emigrare, dinanzi alle iniziative come Garanzia Giovani, l’impegno delle Regioni vada di pari passo con le stesse, oltretutto finanziate dall’alto, ossia dall’Unione Europea.

 

                                                                        di Alessandra Ruberto