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San Nicandro Garganico, mercoledì 11 marzo 2026 -  San Nicandro Garganico protagonista a Olio Capitale con la cultivar Ogliarola e la Dieta Mediterranea Dalle pendici del promontorio più a est d'Italia fino alle rive del Golfo di Trieste: il Gargano sbarca a Olio Capitale 2026 con tutta la forza di un paesaggio che l'olivo ha modellato nei secoli. Non si tratta di una semplice partecipazione fieristica, ma di un atto di narrazione collettiva, in cui un territorio racconta se stesso attraverso il proprio olio — e lo fa portando sul palco istituzioni, comunità e saperi che custodiscono una tradizione millenaria.

Guardare il Gargano dall'alto significa leggere una mappa scrinta in chiave vegetale: file di olivi si distendono lungo i versanti calcarei, si stringono attorno ai borghi bianchi, scendono verso le calette turchesi. In questo angolo di Puglia l'olivicoltura non è mai stata soltanto economia. È architettura del paesaggio, calendario stagionale, codice di relazioni sociali trasmesso di generazione in generazione. La raccolta delle olive — ancora in molti casi praticata con tecniche manuali che rispettano la maturazione ottimale delle drupe — scandisce l'autunno garganico come un rito laico condiviso.

San Nicandro Garganico, con i suoi uliveti che digradano verso la pianura del Tavoliere, incarna questo rapporto viscerale tra comunità e pianta. Il Comune ha scelto di portare questa identità a Olio Capitale 2026, la rassegna dedicata all'extravergine di qualità che si tiene a Trieste, trasformando la propria partecipazione in un momento di confronto e di promozione culturale autentica. Al centro dell'incontro promosso dal Comune di San Nicandro Garganico c'è la cultivar Ogliarola, varietà autoctona diffusa soprattutto nel Foggiano e nel Barese, capace di esprimere un extravergine dal profilo sensoriale elegante: note erbacee e floreali in apertura, amaro e piccante bilanciati, retrogusto persistente con richiami di mandorla e carciofo. Caratteristiche che la rendono protagonista sia nella tavola quotidiana — dove l'olio non è condimento accessorio ma ingrediente fondante della cucina mediterranea — sia nella crescente attenzione dei mercati internazionali verso i monocultivar italiani di nicchia.

Valorizzare l'Ogliarola significa operare su più livelli simultaneamente: tutela della biodiversità olivicola, difesa dell'identità produttiva locale, costruzione di una narrazione di qualità che sappia distinguersi in un mercato affollato. Il convegno rappresenta un tassello in questo percorso, offrendo uno spazio di riflessione pubblica su come le comunità agricole possano diventare protagoniste attive della valorizzazione del proprio patrimonio varietale. La Dieta Mediterranea, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità nel 2010, rischia spesso di essere ridotta a un elenco di alimenti o a uno schema nutrizionale. L'approccio proposto da San Nicandro Garganico è radicalmente diverso: la Dieta Mediterranea come sistema di vita, come modello di relazione tra esseri umani, territorio e stagioni. In questa visione l'extravergine di oliva occupa una posizione centrale — non per ragioni di marketing, ma perché storicamente rappresenta il filo che tiene insieme coltura, cultura e cucina nell'intero bacino del Mediterraneo.

Le comunità locali, in questo contesto, non sono semplici depositarie di ricette antiche. Sono interpreti attive di un patrimonio che richiede continuo aggiornamento, adattamento alle sfide climatiche, dialogo con la ricerca agronomica e capacità di comunicare il proprio valore a un pubblico globale. Il Gargano si presenta a Trieste come esempio di questa vitalità: non un territorio che guarda nostalgicamente al passato, ma una realtà che pone le proprie radici profonde a fondamento di un progetto di futuro. Il convegno vedrà alternarsi sul palco figure istituzionali e rappresentanti della società civile garganica, con la moderazione di Vanni Sansonetti, Segretario Regionale Città dell'Olio Puglia.

 

Relatore

Ruolo

Cesareo Troia

Vicepresidente e Coordinatore Regionale Città dell'Olio Puglia

Matteo Vocale

Sindaco di San Nicandro Garganico

Diego Di Leo

Presidente del Consiglio Comunale di San Nicandro Garganico

Patrizia Lusi

Presidente ASP Zaccagnino

 

La scelta di Olio Capitale come vetrina non è casuale. La manifestazione triestina si è affermata negli anni come uno dei principali punti di riferimento europei per la cultura dell'extravergine di qualità, attirando operatori del settore, buyer internazionali, ristoratori e appassionati da tutto il continente. Per un territorio come il Gargano — che possiede qualità oggettiva nei propri oli ma sconta ancora una certa distanza dai grandi circuiti distributivi e comunicativi — essere presenti a Trieste significa aprire finestre su mercati e interlocutori altrimenti difficili da raggiungere. In questo senso, il convegno curato dal Comune di San Nicandro Garganico svolge una funzione duplice: da un lato presenta il territorio al pubblico della fiera, dall'altro costruisce un momento di approfondimento capace di posizionare la Puglia garganica non solo come luogo di produzione, ma come soggetto pensante della filiera olivicola italiana.

Al termine dell'incontro, ciò che dovrebbe restare non è soltanto la memoria di un convegno ben riuscito, ma la percezione concreta di come un territorio possa trasformare la propria storia in risorsa contemporanea. Gli olivi del Gargano sono piantati in una terra che ha attraversato dominazioni, siccità, abbandono e rinascite. La loro tenacia è, in qualche modo, lo specchio di quella delle comunità che li hanno coltivati. Portare questa storia a Olio Capitale 2026 significa affermare che il futuro dell'olivicoltura garganica non si costruisce voltando le spalle alle proprie origini, ma partendo proprio da esse — con la consapevolezza che un extravergine di qualità, prodotto in modo sostenibile e comunicato con onestà, è capace di parlare al mondo senza perdere la propria voce.