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San Giovanni Rotondo, giovedì 02 aprile 2026 - Un gesto senza precedenti scuote la diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo Al termine della Messa Crismale celebrata nella Cattedrale di Manfredonia, l'Arcivescovo Franco Moscone ha pronunciato parole destinate a rimanere impresse nella memoria dei fedeli e dell'intera comunità garganica. Con voce ferma, il presule ha annunciato la propria disponibilità a rimettere il mandato episcopale se non si dovesse profilare una svolta concreta per il futuro dell'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.
La Messa Crismale, celebrazione solenne che tradizionalmente riunisce il vescovo attorno al proprio presbiterio nella settimana santa, si stava avviando verso la consueta fase dei saluti finali quando Moscone ha preso la parola in modo del tutto inusuale. Quello che doveva essere un momento di comunione liturgica si è trasformato in un atto di responsabilità pubblica difficile da ignorare. Il messaggio è stato netto: il destino del suo ministero pastorale è legato a doppio filo alle sorti dell'opera voluta da San Pio da Pietrelcina. Non un gesto di rottura, ma una dichiarazione di appartenenza totale a un territorio e alla sua gente più fragile. Casa Sollievo della Sofferenza attraversa da tempo una stagione di forte difficoltà. Nata dal carisma e dalla volontà di Padre Pio come luogo di cura e accoglienza per i malati, la struttura rappresenta molto più di un semplice presidio ospedaliero: è un simbolo identitario per l'intera area del Gargano e per i milioni di pellegrini che ogni anno raggiungono San Giovanni Rotondo.
Le preoccupazioni di Moscone rispecchiano quelle di una comunità che guarda con apprensione a scenari che potrebbero ridimensionare o peggio compromettere l'operatività di un ospedale che da decenni rappresenta un punto di riferimento sanitario fondamentale per i territori circostanti. Nel panorama ecclesiale italiano, non è frequente che un vescovo leghi pubblicamente la propria permanenza in carica alle vicende di un'istituzione civile e sanitaria. Moscone ha scelto una strada diversa: quella della testimonianza diretta, dell'esporsi in prima persona, del mettere in gioco il proprio ruolo pur di richiamare l'attenzione su una questione che ritiene non più rinviabile. È un gesto che parla da solo. Prima ancora che una presa di posizione politica, è l'espressione di un pastore che si sente responsabile non solo della vita spirituale della sua diocesi, ma anche del benessere concreto delle persone che la abitano.
L'appello dell'Arcivescovo è rivolto a chi ha il potere e il dovere di agire: istituzioni regionali, nazionali, e tutti i soggetti coinvolti nella governance dell'ospedale. Il tempo degli annunci è finito; quello delle risposte concrete è appena cominciato. La comunità di Manfredonia, di San Giovanni Rotondo e dell'intero Gargano attende. E con essa, anche il suo Arcivescovo.
