redazione sanmarco.org

Monte Sant'Angelo, lunedì 4 maggio 2026 -  Momenti di apprensione questa mattina nei pressi della scalinata che sale verso la chiesa di San Michele. Una persona ha perso l'equilibrio all'interno dell'area di cantiere, riportando ferite tali da richiedere l'intervento dei soccorsi. L'ambulanza è giunta sul posto e ha trasportato il ferito in ospedale per gli accertamenti del caso. L'episodio non è isolato nel contesto. Da settimane il cantiere è al centro di segnalazioni da parte di residenti, turisti e operatori commerciali della zona, esasperati da ritardi accumulati e da una gestione dell'area ritenuta insufficiente.

Fino a oggi le preoccupazioni si erano concentrate soprattutto sull'organizzazione dei lavori e sui disagi alla viabilità pedonale. L'infortunio di stamani, però, sposta il piano della discussione su un terreno ben più delicato. La questione centrale riguarda l'adeguatezza delle misure di sicurezza predisposte lungo i percorsi pedonali che attraversano o lambiscono il cantiere. Le normative vigenti impongono precise responsabilità agli enti appaltanti in materia di protezione del pubblico: segnaletica ben visibile, percorsi alternativi praticabili, superfici antiscivolo e transennamenti stabili sono requisiti minimi, non optional. Stando a quanto riferito da testimoni presenti sul posto, almeno alcune di queste condizioni non sarebbero state rispettate con il rigore necessario.

Più voci, tra cui esercenti e rappresentanti dei residenti, tornano a sollecitare un intervento deciso del Comune. La richiesta è chiara: un sopralluogo immediato con verifica dello stato delle misure di sicurezza, il rafforzamento della segnaletica, percorsi pedonali sicuri per chi non può aggirare l'area, e soprattutto una comunicazione trasparente sulle tempistiche di ultimazione dei lavori. Nessuno mette in discussione la necessità degli interventi di riqualificazione urbana. La manutenzione e il miglioramento degli spazi pubblici sono investimenti fondamentali per una città. Il punto è un altro: l'esecuzione di un'opera pubblica non può scaricare il costo del rischio sui cittadini. Quando le condizioni di un cantiere diventano potenzialmente pericolose per i passanti, ogni giorno di attesa in più equivale a una scelta consapevole di esporre le persone a un pericolo evitabile.

Ora che un ferito ha reso il problema tangibile e documentato, resta da vedere se l'Amministrazione risponderà con la rapidità che la situazione richiede oppure se si assisterà all'ennesimo iter burocratico che allunga i tempi senza risolvere nulla. I cittadini attendono fatti, non rassicurazioni.