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San Giovanni Rotondo, giovedì 2 luglio 2026 -  C'è un momento, nella vita di chi arriva a San Giovanni Rotondo, che difficilmente si riesce a raccontare fino in fondo. È l'istante in cui le strade percorribili sembrano essersi esaurite, in cui le risposte cercate altrove non sono arrivate, e resta soltanto il bisogno di rivolgersi a qualcuno, o a qualcosa, che sappia ascoltare senza giudicare. Per centinaia di migliaia di persone, ogni anno, quel momento porta un nome preciso: San Giovanni Rotondo, il paese del Gargano dove riposa Padre Pio da Pietrelcina.

Il rapporto tra i pellegrini e questo lembo di Puglia non è un fenomeno recente né passeggero. Affonda le sue radici in oltre cinquant'anni di devozione ininterrotta, cresciuta attorno alla figura del frate cappuccino che qui visse gran parte della propria esistenza religiosa, tra preghiera, confessioni interminabili e un'attenzione costante verso chi soffre. Quella presenza, che in vita attirava già folle da ogni parte d'Italia, non si è mai affievolita dopo la morte del santo, avvenuta nel 1968, né dopo la canonizzazione proclamata da Giovanni Paolo II nel 2002. Oggi San Giovanni Rotondo si presenta come uno dei santuari più visitati al mondo, secondo solo a poche altre mete di devozione mariana e cristiana.

Pullman, treni turistici, auto private e gruppi organizzati da parrocchie di ogni regione convergono tutto l'anno verso il grande santuario progettato da Renzo Piano e verso la cripta della chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove è custodita la tomba del santo. Il volto stesso di San Giovanni Rotondo porta i segni di questa storia. Quello che fino alla metà del Novecento era un piccolo centro agricolo del Gargano si è trasformato progressivo in una città capace di accogliere flussi turistico-religiosi paragonabili a quelli delle grandi capitali della fede. Alberghi, case per pellegrini, attività ricettive e commerciali sono nate e cresciute proprio a ridosso del santuario, in un intreccio ormai indissolubile tra economia locale e devozione popolare.

A questo sviluppo si affianca una dimensione che va oltre la sfera spirituale: quella della cura. Accanto al santuario sorge infatti la Casa Sollievo della Sofferenza, l'ospedale fondato dallo stesso Padre Pio nel 1956 e oggi tra i più importanti centri di ricerca e assistenza sanitaria del Mezzogiorno. Un'opera che il frate volle fortemente definire non un semplice presidio medico, ma un luogo dove la scienza e la carità camminassero insieme, offrendo risposte concrete a chi soffre nel corpo, oltre che nello spirito. A differenza di molte altre mete di pellegrinaggio, San Giovanni Rotondo non conosce una vera e propria bassa stagione. Se le settimane attorno al 23 settembre, giorno della morte del santo, e quelle di fine maggio, legate alla sua canonizzazione, registrano gli afflussi più consistenti, il paese accoglie pellegrini praticamente ogni giorno dell'anno.

Gruppi parrocchiali, famiglie, persone che affrontano un momento di malattia o di difficoltà, semplici curiosi mossi dal racconto tramandato da genitori o nonni: la varietà di chi arriva riflette la varietà stessa delle ragioni che spingono a intraprendere il viaggio. Ed è forse proprio questa la cifra più autentica del fenomeno: un pellegrinaggio che non si esaurisce nella visita a un luogo simbolico, ma che continua a rinnovarsi di generazione in generazione, portando ogni volta nuove storie, nuove attese e nuove domande davanti alla tomba del frate del Gargano.