Michele Centola redazione.org

Peschici, lunedì 27 luglio 2026 -  Una domenica di paura ha attraversato ieri il Gargano, dove un vasto incendio ha messo a rischio spiagge, campeggi e strutture ricettive tra Peschici e Vieste. Le fiamme, favorite dal caldo intenso e da un forte vento di libeccio, si sono propagate con rapidità nella macchia mediterranea e nei boschi di pino d'Aleppo che caratterizzano quel tratto di costa garganica, costringendo le autorità a un massiccio intervento di soccorso. Il focolaio principale si è sviluppato in mattinata in località Pile Fraballe, area rurale alla periferia di Peschici, nei pressi di Difesa di Manaccora, per poi estendersi verso la baia di Zaiana lungo la litoranea che collega Peschici a Vieste.

 Di fronte all'avanzata delle fiamme verso la costa, la Guardia Costiera ha avviato un'operazione di evacuazione via mare che ha coinvolto centinaia di persone: turisti sorpresi sulle spiagge e nei campeggi della zona sono stati imbarcati e trasportati in sicurezza verso Vieste, dove i comuni hanno messo a disposizione palestre e altre strutture pubbliche per l'accoglienza. Circa trecento ospiti provenienti da alcuni campeggi di Peschici sono stati sistemati temporaneamente in edifici scolastici, con il supporto del 118, delle amministrazioni comunali e delle organizzazioni di volontariato.

L'emergenza non ha risparmiato le fasce più fragili della popolazione: ventuno anziani ospiti della RSA Villa San Gerardo sono stati trasferiti precauzionalmente in chiesa e nei locali parrocchiali. Il traffico viario e ferroviario ha subito pesanti ripercussioni, mentre le alte colonne di fumo hanno reso difficoltosa la visibilità lungo le principali arterie della zona. Sul fronte dei soccorsi si è mobilitato un imponente dispositivo aereo e terrestre. Le squadre dei vigili del fuoco, supportate dai mezzi aerei della flotta regionale e nazionale, hanno lavorato per ore insieme al personale dell'Arif e della protezione civile per circoscrivere il fronte del fuoco, riuscendo progressivamente a contenerne l'espansione verso le aree abitate. 

"Tutte le strutture sono in sicurezza e gli ospiti allontanati sono rientrati: fortunatamente non si registrano danni a persone, abitazioni e strutture ricettive, se non all'inestimabile patrimonio boschivo e paesaggistico del nostro territorio" lo ha dichiarato il sindaco di Peschici, Luigi D'Arenzo, illustrando l'entità dello spiegamento messo in campo per fronteggiare l'emergenza e sottolineando come nessuna delle strutture ricettive coinvolte sia stata di fatto evacuata in via definitiva, mentre la viabilità è rimasta presidiata per l'intera notte. La gestione dell'emergenza è stata coordinata dal prefetto di Foggia, Paolo Giovanni Grieco, che ha presieduto due riunioni del Centro coordinamento dei soccorsi, la prima nel corso della giornata e la seconda in serata, con la partecipazione delle principali istituzioni regionali e provinciali, tra cui il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.

Nel pomeriggio e in serata l'impiego di quattro Canadair e di un elicottero ha permesso di ridimensionare sensibilmente l'area interessata dalle fiamme, che nella notte risultava ormai circoscritta alla zona collinare e montuosa dell'entroterra, lontano dai centri abitati. Le attività di bonifica e monitoraggio sono comunque proseguite anche nelle ore successive, per scongiurare nuove riprese del fuoco favorite dal vento. L'episodio ha inevitabilmente riportato alla memoria l'incendio che il 24 luglio 2007 devastò lo stesso tratto di costa garganica, causando tre vittime e ingenti danni. Un parallelo che, sui social e tra gli abitanti della zona, ha alimentato polemiche sulla prevenzione antincendio in Puglia: secondo i dati diffusi a livello nazionale, dal 1° gennaio al 25 luglio di quest'anno sono già andati in fumo oltre 40mila ettari di territorio, un dato in forte crescita rispetto alla media dell'ultimo ventennio.

Al momento non risultano feriti né vittime tra la popolazione, mentre proseguono gli accertamenti delle autorità competenti sulle cause dell'incendio, non escludendo, secondo quanto trapelato nelle prime ore dell'emergenza, la matrice dolosa di alcuni dei roghi divampati nella stessa giornata.

 

di Michele Centola

direttore www.sanmarcoinlamis.org