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di Luigi Ciavarella

San Marco in Lamis, sabato 14 ottobre 2017 -  Nel febbraio del 1972 si ritrovarono a Parigi tre ex membri fondatori dei Velvet Underground, seminale band newyorchese dei sessanta che ha rivoluzionato il corso della musica rock con trame musicali inquietanti che parlavano di droga, di malessere sociale e personale e di perversioni laddove, per opposti fronti, nella California psichedelica e floreale, si tributava il libero amore e la musica come liberazione delle coscienze attraverso l'uso di droghe leggere (e in seguito anche pesanti e distruttive).

 Dopo un'esperienza durata alcuni anni che produsse almeno un paio di dischi di levatura mondiale (il primo e il secondo, non a caso i dischi in cui fu presente anche John Cale) i VU si sciolsero o meglio abbandonarono il progetto per una carriera solistica. Si ritrovano quindi casualmente al Bataclan di Parigi (il teatro nato nella metà dell'ottocento come café chantant e trasformato come luogo per la musica in tempi recenti) per una serata inusuale tra amici. Ci sono soltanto loro tre (l'altra è la tedesca Nico, dotata di una bellezza unica e da una presenza dark molto forte, ex pupilla di Warhol e presente alle sessions del primo disco della band, quello del 67 con la banana in copertina) in un posto comunque insolito per loro. Tuttavia il concerto, di stampo elettro-acustico con Reed alla chitarra e Cale alla viola e al pianoforte, ha il pregio di rivelare un documento prezioso per conoscere un altro aspetto della loro musica, con brani in versioni intimistiche e disturbate soltanto dalla non eccelsa qualità della registrazione.

In ogni caso l'evento (pubblicato in cd in copie numerate alcuni anni fa) mostra tre momenti diversi : vi sono le nuove canzoni di Nico, con la sua voce rovinata dal fumo e dall'alcool, il suono languido di Cale tanto alla viola quando al pianoforte mentre su tutti spicca la personalità di Lou Reed che si conferma vero leader della formazione, molto sicuro di sé, già nel ruolo di protagonista per una carriera solistica che di lì a poco avrebbe preso il via. Un documento quindi, piacevole e struggente per i tanti riferimenti che contiene, ma anche un dato in più per conoscere più da vicino l'altra faccia di uno dei maggiori gruppi rock della nostra storia.