Michele Centola redazione sanmarcoinlamis.org

Italia, sabato 6 dicembre 2025 -  Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè (Bagnara Calabra, 20 settembre 1947 - Cardano al Campo, 12 maggio 1995), è stata una delle voci più intense e significative della musica italiana. La sua carriera, caratterizzata da trionfi artistici e profonde sofferenze personali, ha lasciato un segno indelebile nel panorama musicale. Mimì Bertè, come era chiamata in famiglia, ha iniziato la sua carriera musicale negli anni '60, esordendo come ragazzina yéyé. Il vero punto di svolta arrivò nei primi anni '70, quando adottò lo pseudonimo di Mia Martini.

La sua voce, inizialmente un soprano, si trasformò in un mezzosoprano-contralto ricco di sfumature, potenza e versatilità, anche a seguito di un'operazione alle corde vocali. Brani come "Piccolo uomo" e "Minuetto" (quest'ultima scritta con Dario Baldan Bembo e Franco Califano) la consacrarono come una delle interpreti più dotate del panorama musicale italiano. In questi anni, la sua capacità interpretativa le permise di spaziare tra generi diversi, ottenendo successo anche a livello europeo. Nonostante il successo, la carriera di Mia Martini fu tragicamente segnata da una crudele e infondata maldicenza messa in giro negli anni '70 da un impresario discografico: la voce che portasse sfortuna (jella).

Questa superstizione, alimentata da alcuni incidenti e diffusa da alcune personalità del mondo dello spettacolo e persino dalla Rai, ebbe un impatto devastante sulla sua vita professionale e personale. Isolata e boicottata, Mia Martini si ritirò dalle scene per un periodo negli anni '80, in un momento di grande sofferenza e isolamento. Il grande ritorno avvenne nel 1989, quando partecipò al Festival di Sanremo con il brano "Almeno tu nell'universo". La canzone, un capolavoro di intensità, le valse un clamoroso successo di critica e pubblico, riportandola al centro dell'attenzione che meritava.

Seguirono altre partecipazioni a Sanremo con brani iconici come "La nevicata del '56" e "Gli uomini non cambiano". Mia Martini è morta nel 1995 per un arresto cardiaco. La sua eredità artistica rimane immensa, riconosciuta per la sua voce unica, la sua straordinaria capacità di interpretare le emozioni e il coraggio con cui ha affrontato le avversità. È considerata un punto di riferimento fondamentale per le generazioni successive di cantanti, un simbolo di talento puro e di lotta contro i pregiudizi.