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 CDR Storia di Capitanata

San Severo, venerdì 10 gennaio 2020 -  “La bonifica integrale del Tavoliere: un bene pubblico in un contesto di rivalità”, questo il titolo della prossima conferenza organizzata dal Centro di Ricerca e Documentazione per la Storia di Capitanata di San Severo. L’incontro si terrà lunedì 13 gennaio, alle 18, presso la sala conferenze della Biblioteca comunale “Minuziano” in largo Sanità a San Severo.

Ospite della conferenza Francesco Barbaro dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato Foggia, il quale porrà la sua attenzione su una pagina importante della storia del Novecento della Capitanata, ovvero quella della bonifica integrale voluta dal Regime fascista negli anni ‘30 e proseguita nel secondo dopoguerra dalla neonata Repubblica che varò la “Riforma Agraria”.

Barbaro ha all’attivo una biografia del primo presidente del Consorzio di Bonifica: Roberto Curato, che redasse un piano di trasformazione del Tavoliere. Il “piano Curato” infatti prevedeva un percorso di popolamento delle campagne del Tavoliere mediante la creazione di 98 borgate rurali e cinque nuove città. Per realizzare questo progetto di antropizzazione del Tavoliere, che avrebbe assunto una fisionomia più simile alla Pianura Padana, Curato aveva previsto la realizzazione di migliaia di km di strade, linee elettriche e telefoniche, la costruzione di ponti, acquedotti che avrebbero cambiato il volto del Tavoliere e soprattutto lo avrebbero modernizzato facendo fare all’agricoltura della provincia di Foggia un salto di qualità.

Obiettivo di questo colossale piano di trasformazione – con investimenti da parte dello Stato che avrebbe dovuto finanziarie la costruzione delle infrastrutture e della proprietà terriera che avrebbe dovuto trasformare le proprie aziende introducendo l’allevamento stallino – la “creazione di lavoro”. Il ruolo di commissario del Consorzio proiettò Curato sul panorama regionale e nazionale, portandolo anche a diretto contatto, nel gennaio del 1934 a Roma, con Mussolini, al quale illustrò di persona il piano di trasformazione di quello che era il più grande comprensorio di bonifica d’Italia.

Fra i protagonisti di quella pagina di storia si ricordano Celestino Trotta, Gaetano Postiglione, Giuseppe Pavoncelli, Domenico Siniscalco Ceci, Gabriele Canelli, Giuseppe Caradonna, con i quali Curato discusse, collaborò, dialogò e si scontrò, nel comune desiderio di cercare di modernizzare e far crescere il Tavoliere. Dare così risposte alla “fame di lavoro” che colpiva le masse bracciantili negli anni ’30 e che ancora oggi colpisce la provincia di Foggia relegandola in fondo alle classifiche economiche nazionali.