Napoleone Cera

Bari, venerdì 6 marzo 2026 -  Fare chiarezza, con dati e fatti, è fondamentale quando si parla di una questione delicata come la Xylella. È quanto emerso oggi nel corso della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Puglia, alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Francesco Paolicelli e dei tecnici dell’Osservatorio Fitosanitario regionale, che hanno illustrato nel dettaglio le attività svolte dopo l’individuazione del focolaio in agro di Cagnano Varano. A intervenire, dopo la richiesta di audizione, anche il consigliere regionale Napoleone Cera, che ha sottolineato l’importanza di comunicare con precisione ciò che è realmente accaduto.

“Quando si parla di Xylella – afferma Cera – è giusto informare i cittadini senza creare allarmismi ma senza neanche nascondere la realtà. Per questo ritengo importante spiegare nel dettaglio le azioni che sono state messe in campo”. Il primo sopralluogo nell’area interessata risale all’11 settembre 2025, dopo la segnalazione di alcuni olivi con sintomi di disseccamento. A seguito delle analisi effettuate dai tecnici dell’Osservatorio Fitosanitario, è stata confermata la presenza di Xylella fastidiosa sottospecie pauca, lo stesso ceppo che nel 2013 ha colpito il Salento. Da quel momento è stato immediatamente attivato il protocollo previsto dalla normativa europea: delimitazione dell’area interessata, monitoraggi capillari e eradicazione delle piante infette. “Parliamo di interventi sempre dolorosi – prosegue il consigliere – perché riguardano alberi che rappresentano la storia e l’identità del nostro territorio.

Tuttavia, quando si tratta di Xylella, l’unico modo per contenere la diffusione del batterio è intervenire tempestivamente”. Nel complesso sono state eradicate 327 piante, tra olivi individuati inizialmente e olivi monumentali risultati infetti all’interno dell’area delimitata prevista dal regolamento europeo. Parallelamente è stato avviato un monitoraggio molto esteso, con oltre 2000 campioni analizzati nelle aree circostanti, risultati negativi. “Il dato più importante emerso in Commissione – evidenzia Cera – è che il focolaio risulta attualmente circoscritto. La particolare conformazione geografica dell’area, compresa tra il lago e il bosco, potrebbe aver contribuito a limitarne la diffusione. Naturalmente la prudenza resta massima e il monitoraggio continuerà nei prossimi anni, come previsto dalle norme europee”.

Un punto è stato ribadito con chiarezza anche dai tecnici: secondo l’EFSA, allo stato attuale non esiste una cura scientificamente valida per una pianta infetta da Xylella. L’unica strategia efficace resta quindi l’individuazione precoce e l’eradicazione degli alberi colpiti. “Per questo – conclude Cera – diventa fondamentale rafforzare anche la prevenzione, attraverso la collaborazione tra Regione, Comuni e associazioni agricole, soprattutto nel periodo primaverile, quando è necessario intervenire per limitare la diffusione del vettore, la sputacchina, che trasmette il batterio. Difendere l’olivicoltura pugliese significa difendere la nostra economia, il nostro paesaggio e la nostra identità”.