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Diga di Occhito, martedì 7 aprile 2026 - La situazione idrica nella provincia di Foggia ha subito un ribaltamento radicale rispetto alla scorsa stagione. Se dodici mesi fa la siccità minacciava le campagne, oggi il territorio si trova a gestire uno scenario opposto: una straordinaria disponibilità d’acqua che, paradossalmente, porta con sé nuove sfide e qualche spreco di troppo. Attualmente, i quattro principali invasi della Capitanata custodiscono un tesoro di 286 milioni di metri cubi, una cifra che sfiora il triplo di quella registrata nello stesso periodo dell'anno precedente. Il protagonista assoluto di questo accumulo è l'invaso di Occhito, situato al confine tra Puglia e Molise.
La diga sta vivendo un momento di massima operatività con 220 milioni di metri cubi stoccati, un balzo impressionante rispetto ai soli 74 milioni rilevati lo scorso aprile. Nonostante l'ottimismo per le riserve, la gestione di tali volumi non è priva di criticità. Per garantire la sicurezza delle infrastrutture ed evitare sovraccarichi, le autorità sono costrette a procedere con rilasci controllati. Questa operazione convoglia l’eccedenza idrica lungo l'alveo del fiume Fortore fino alla foce, disperdendo di fatto una risorsa preziosa nel mare Adriatico. Giuseppe De Filippo, alla guida del Consorzio per la bonifica della Capitanata, sottolinea come questo scenario rifletta perfettamente la natura complessa dell'agricoltura locale.
Da un lato, la certezza di una stagione irrigua coperta e sicura rappresenta una garanzia per le aziende; dall'altro, l'eccesso di piogge e la saturazione dei terreni stanno provocando seri danni alle coltivazioni, mettendo a rischio la produttività agricola foggiana in modi inaspettati. In sintesi: La sfida della Capitanata oggi non è più trovare l'acqua, ma imparare a conservarla e proteggere i campi da una "generosità" della natura che rischia di diventare controproducente.
