Luigia Centola ©redazione
San Marco in Lamis, giovedì 18 giugno 2026 - Nelle sere di questa settimana, alzare gli occhi verso ponente dopo il tramonto vale più di qualsiasi previsione meteo. Venere, Giove e Mercurio si sono posizionati in modo tale da apparire ravvicinati nel cielo occidentale, poco sopra il profilo sottile della luna crescente. Non si tratta di una congiunzione nel senso stretto del termine, ma di un allineamento visivo che, dall'orizzonte terrestre, restituisce l'impressione di un quadro cosmico difficilmente replicabile.
Venere è il corpo celeste più luminoso dopo il Sole e la Luna, e in questo periodo brilla con un'intensità tale da essere riconoscibile persino prima che il cielo sia completamente buio. Giove, il gigante gassoso del sistema solare, lo affianca con la sua luce bianca e stazionaria, mentre Mercurio il pianeta più interno e il più difficile da intercettare perché raramente si allontana dall'orizzonte solare completa il trio offrendo una finestra di visibilità che durerà ancora pochi giorni. Non servono strumenti ottici. Basta posizionarsi in un luogo con orizzonte libero verso ovest una terrazza, un campo aperto, la cresta del Gargano circa trenta o quaranta minuti dopo il tramonto del Sole.
I tre pianeti si trovano ancora abbastanza in alto da non essere inghiottiti dalla foschia orizzontale, ma abbastanza bassi da trasmettere quella sensazione di vicinanza con la terra che rende lo spettacolo particolarmente suggestivo. La luna crescente, con la sua forma a falce appena accennata, aggiunge un elemento di equilibrio visivo alla scena: non abbastanza luminosa da oscurare i pianeti, ma presente quanto basta per ancorare lo sguardo e dare scala all'intera composizione. È uno di quei casi in cui il cielo sembra disporre i propri elementi con una certa consapevolezza estetica, anche se ovviamente si tratta soltanto di geometria orbitale e prospettiva. Chi fotografa il cielo sa bene che questi allineamenti fugaci sono tra i soggetti più difficili da pianificare e tra i più soddisfacenti da catturare.
Uno smartphone moderno, in modalità notturna e su un piano stabile, è sufficiente per ottenere immagini in cui i tre puntini luminosi Venere bianca, Giove quasi identico ma leggermente più caldo, Mercurio timido verso l'orizzonte raccontano chiaramente la loro posizione reciproca. L'ideale è inquadrare anche la luna, così da inserire il tutto in un contesto riconoscibile. Appuntamenti come questo ricordano quanto sia ancora gratuito e accessibile il meraviglioso. Non richiedono biglietti, prenotazioni o abbonamenti: solo la disponibilità a guardare in su nel momento giusto. Per chi vive nei paesi del Gargano o nelle campagne intorno a San Marco in Lamis e Foggia, dove il cielo notturno è ancora relativamente libero dall'inquinamento luminoso delle grandi città, lo spettacolo assume una qualità supplementare — quella di appartenere davvero al proprio posto nel mondo.
