di Michele Centola

Foggia, martedì 7  luglio 2026 -  Un Auditorium gremito in ogni ordine di posti, il pubblico rapito per un'intera serata e la conferma di un appuntamento che, edizione dopo edizione, si è ritagliato uno spazio di primo piano nel cartellone di Musica nelle Corti di Capitanata. È quanto accaduto nei giorni scorsi in occasione de "Il Solista e l'Orchestra", il concerto che ogni anno mette a confronto la grande tradizione sinfonica con l'energia interpretativa delle nuove generazioni di musicisti. La rassegna, ormai diventata un tratto distintivo dell'estate musicale garganica e daunia, ha trovato nell'Orchestra Sinfonica del Conservatorio di musica "Umberto Giordano" il proprio motore artistico.

L'ensemble, composto in larga parte da studenti dell'istituto foggiano, ha accompagnato il pubblico in un percorso intenso attraverso due pagine fondamentali del repertorio concertistico: il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra op. 37 di Ludwig van Beethoven e il Concerto per violoncello e orchestra op. 104 di Antonín Dvořák. Due partiture profondamente diverse per epoca e linguaggio, ma accomunate dalla capacità di mettere alla prova tanto la tecnica quanto la maturità espressiva di chi le affronta da solista, davanti a un'intera orchestra e a una platea attenta. A raccogliere la sfida sono stati due giovani interpreti della scuola foggiana. Al pianoforte si è esibita Margherita Ciavarella, allieva della classe del Prof. Michele Gioiosa, che ha affrontato la partitura beethoveniana restituendone il vigore ritmico e la tensione drammatica.

Al violoncello, invece, Francesco Greco, allievo della classe del Prof. Francesco Montaruli, ha dato voce alla scrittura più intima e malinconica di Dvořák, in un dialogo costante con l'orchestra. Sul podio si sono alternate due giovani direttrici, Nicoletta Basta e Giuseppe Padalino, entrambe allieve della Scuola di Direzione d'Orchestra guidata dal Maestro Daniele Belardinelli. Una scelta che testimonia l'attenzione del Conservatorio non solo alla formazione strumentale, ma anche alla crescita di nuove figure capaci di guidare un intero organico orchestrale. «Un dialogo tra esperienza orchestrale, studio e interpretazione»: così è stata definita la serata da chi vi ha preso parte. Al di là del risultato musicale, la serata ha avuto il valore di una vera e propria vetrina sulla qualità della formazione offerta dal Conservatorio "Umberto Giordano".

Vedere fianco a fianco solisti, giovani direttori e un'intera orchestra di studenti ha restituito l'immagine di un percorso didattico che non si ferma all'aula, ma trova il suo naturale compimento sul palco, davanti al pubblico. Un concerto che ha confermato ancora una volta come Musica nelle Corti di Capitanata rappresenti, per il territorio, un'occasione preziosa di incontro tra grande repertorio e nuove generazioni di musicisti, in un percorso di crescita che guarda già ai prossimi appuntamenti della rassegna.