©redazione sanmarco.org

Puglia, martedì 14 luglio 2026 -  La macchina del volontariato antincendio pugliese rischia di fermarsi proprio nel cuore dell'estate. I sei Coordinamenti provinciali delle Associazioni di Volontariato e dei Gruppi Comunali di Protezione Civile – Bari, BAT, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto – hanno comunicato con un documento congiunto la decisione di sospendere, a partire dal 15 luglio, tutte le attività previste dalla campagna regionale Anti-Incendio Boschivo. Una scelta drastica, maturata dopo mesi di sollecitazioni rimaste senza risposta concreta da parte della Regione.

Al centro della protesta c'è il tema delle risorse economiche. Secondo i coordinamenti, a fine 2025 la Regione avrebbe azzerato gran parte dei capitoli di bilancio destinati ai rimborsi per il carburante e per le altre spese vive che le associazioni anticipano di tasca propria durante le operazioni estive. Fondi mai più reintegrati per l'anno in corso, con il risultato che oltre duecento realtà associative, pur avendo confermato la propria disponibilità operativa, si trovano oggi senza alcuna garanzia economica.

Nonostante questa incertezza, dal 1° giugno migliaia di volontari sono comunque scesi in campo, intervenendo su centinaia di fronti in ogni parte della regione. I numeri raccontano uno sforzo enorme: ad oggi le squadre di Protezione Civile hanno fronteggiato da sole, senza il supporto diretto dei Vigili del Fuoco o dell'ARIF, più della metà degli incendi di vegetazione divampati in Puglia, un impegno che va ben oltre le competenze che la normativa assegnerebbe loro, limitate in teoria ai soli incendi boschivi e di interfaccia. "Stiamo chiedendo un sacrificio enorme a donne e uomini che affrontano costi insostenibili senza alcuna certezza di essere rimborsati, mentre dalla Regione continuano ad arrivare solo rassicurazioni verbali", denunciano i presidenti dei sei Coordinamenti provinciali

A pesare è anche il confronto con i dati dello scorso anno. Fino al 10 luglio la Sala Operativa Regionale di Protezione Civile ha coordinato oltre 1.100 incendi di vegetazione, circa 150 in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Di questi, soltanto una sessantina sono stati classificati come incendi boschivi veri e propri: la stragrande maggioranza riguarda roghi di sterpaglie e aree agricole che, pur essendo di competenza primaria dei Vigili del Fuoco – alle prese con carenze di organico più volte segnalate dai sindacati – vengono in prima battuta affrontati proprio dai volontari, per evitare che degenerino in emergenze più gravi vicino a case e infrastrutture.

Le richieste di coperture economiche adeguate, spiegano ancora i coordinamenti, erano già state avanzate all'Assessore regionale competente e al Direttore del Dipartimento nell'unico incontro ufficiale svoltosi ad aprile, e successivamente ribadite al tavolo tecnico AIB di giugno. A queste sollecitazioni, però, non avrebbe fatto seguito alcun atto amministrativo concreto, ma solo rassicurazioni verbali da parte della Sezione regionale di Protezione Civile.

Ora la palla passa al Governo regionale. Senza uno stanziamento immediato di risorse certe, capace di coprire i costi vivi di una mobilitazione che dovrebbe proseguire almeno fino al 15 settembre, i mezzi di soccorso del volontariato rischiano di restare fermi proprio nelle settimane più critiche dell'estate pugliese, lasciando sul territorio un vuoto difficile da colmare.