redazione sanmarco.org
Puglia, martedì 6 ottobre 2026 - Per un periodo, a tavola niente pomodori freschi crudi. La Regione Puglia ha deciso di muoversi in via precauzionale dopo la riunione della Task Force nazionale del 30 settembre, convocata per esaminare i numerosi focolai di salmonellosi comparsi in Puglia, Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia e ricondotti al consumo di pomodori freschi contaminati. La richiesta è rivolta a tutti i Comuni pugliesi e agli operatori, pubblici e privati, che gestiscono la ristorazione scolastica, socio-assistenziale e ospedaliera, oltre alle case di cura: sospendere in via temporanea l'impiego e la somministrazione del pomodoro fresco consumato crudo.
Al suo posto si potranno proporre altri vegetali, purché cotti. L'invito vale allo stesso modo per chiunque lavori nella ristorazione collettiva destinata alle fasce più fragili della popolazione. Nel testo della direttiva regionale si parla di un aumento dei casi di malattia trasmessa da alimenti causati da Salmonella Strathcone St2559 e di una crescita dei focolai documentati nel corso di settembre. Secondo le indagini epidemiologiche condotte dai Dipartimenti regionali di Prevenzione, tali episodi risultano collegati al consumo di pomodori freschi e, più nel dettaglio, del ciliegino mangiato crudo. Le verifiche di laboratorio fin qui completate avrebbero rintracciato la contaminazione in un lotto di pomodori giunto da Caltanissetta.
Un dato che spiega la scelta della prudenza, in un ambito, quello delle mense frequentate da bambini, anziani e pazienti, in cui anche un rischio contenuto richiede attenzione particolare. A Bari la risposta è stata immediata. Ricevuta dalla Asl la comunicazione sulla sospensione cautelativa del pomodoro fresco nei refettori scolastici, l'amministrazione comunale ha chiesto «tempestivamente» alla società che gestisce il servizio di refezione di adeguarsi alle indicazioni. Il Comune ha tenuto però a precisare che, per quanto riguarda il territorio cittadino, non risulta alcun caso.
Per le famiglie e per chi lavora nelle cucine collettive, dunque, cambia il menu ma non l'organizzazione del servizio: la misura è temporanea e punta a limitare i rischi mentre gli accertamenti proseguono. La salmonellosi è un'infezione di origine alimentare e il provvedimento regionale mira proprio a tutelare chi, per età o condizioni di salute, è più esposto.