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Comunicato Stampa

San Marco in Lamis, sabato 26 gennaio 2019 - "Oggi prima di dare spazio al calcio giocato permettetemi di fare qualche considerazione anche sulla “palla avvelenata”. Le ultime settimane ci hanno visto impegnati ad allertare prefetti, carabinieri ed altre forze dell’ordine che, già gravati da impegni di ben altra gravità e con personale ridotto, si sono sentiti obbligati a dedicarci parte del loro prezioso tempo e risorse, ma perché? Ma che calcio è? Gli incresciosi e violenti episodi, registrati ultimamente su alcuni campi, vanno denunciati e perseguiti e quei pochi addetti ai lavori che non hanno nulla a che fare con questo sport vanno eliminati radicalmente.

 Le povere terne arbitrali si vedono aggredire e minacciare durante gli intervalli e poi al rientro in campo, intimorite, non si sentono più libere di essere super partes perchè qualcuno le attende per vendicarsi con la violenza. Non sono minimamente tutelati e poi di cosa ci meravigliamo quando questi poveri ragazzi vengono malmenati? Noi vittime siamo stati fortemente penalizzati nelle precedenti gare da decisioni assurde dettate probabilmente dalla paura. È assurdo che nel 2019 con i mezzi che si hanno a disposizione per interrompere questo schifo di comportamenti non si prendano seri e severi provvedimenti. 

Il danno minore che abbiamo subìto come Asd San Marco è perdere punti sul campo, ma questo lascia il tempo che trova. Se non avessimo avuto in squadra ragazzi intelligenti, educati, maturi e capaci di incassare pugni e schiaffi senza reagire, avremmo con molta probabilità raccontato delle pagine ancora più nere del calcio dilettantistico e qualcuno si sarebbe fatto davvero male.

Noi non possiamo fare altro che denunciare quanto accade, al resto dovrebbe pensare la Lega con punizioni esemplari per tutelare la maggior parte di coloro che operano con sani principi e voglia di divertirsi.  E sono tante le Società che hanno nel proprio corredo genetico valori morali, principi etici, umiltà e grandissimi sacrifici che vanno premiate e sostenute. In Federazione siamo tutti "schedati" e ogni addetto ai lavori sa perfettamente su quali campi si pensa a giocare a calcio e su quali invece si vuole raggiungere gli obiettivi con la violenza. Proprio ieri ho avuto un piacevolissimo colloquio telefonico con il presidente della società Don Uva Bisceglie, il quale, dopo averci ringraziato nuovamente per l’accoglienza e la disponibilità dimostrata loro nella partita di andata, si è messo a nostra completa disposizione per qualunque richiesta e necessità.
Inoltre mi hanno fatto molto piacere le parole di solidarietà spese a nostro favore da numerose Società dilettantistiche dopo i fattacci di Conversano.

A parte l’aspetto agonistico della partita, e considerato che nei 90 minuti, al massimo 95, l’agonismo, l’adrenalina e la competizione in campo porti anche a situazioni ed episodi non sempre proprio esemplari, la Domenica deve essere vissuta oltre che per la partita di calcio in sè, anche come occasione per conoscere altri posti, relazionarsi con altre persone, cosa che eleva le nostre conoscenze, e come occasione, alla sera di cenare in altre città, non essere scortato dalle forze dell’ordine per rientrare a casa. Passando al calcio giocato voglio fare i complimenti al Martina che con uno sforzo economico, agonistico, fisico ed organizzativo è riuscito ad occupare la posizione per la quale lotta da inizio anno, ma che si sappia, noi lassù vogliamo rimanerci.

Perciò domenica è un’occasione per riprendere il nostro cammino e la nostra marcia verso ciò che nessuno di noi aveva immaginato prima, ma che ormai non possiamo non tener presente. Sorridere non significa essere menefreghista, semplificare non significa essere superficiali.

GO ASD SAN MARCO GO".