Antonio Nardella ©redazione.org

San Marco in Lamis, martedì 17 marzo 2025 -  Un pomeriggio da cardiopalma sul campo amico: i granata celesti dominano, soffrono, ma alla fine esultano e tornano secondi in classifica Ventottesima giornata di campionato al "Tonino Parisi" e spettacolo puro per i tifosi dell'ASD San Marco. La squadra del presidente Aniello Calabrese supera la Virtus Bisceglie con un rotondo 4-2, ma non senza far tribolare i propri sostenitori fino al triplice fischio.

Una gara vissuta sul filo del rasoio, dove i padroni di casa hanno sfiorato la beffa al novantaquattro prima di chiuderla definitivamente con un colpo da maestro. Non solo calcio, però: la giornata ha avuto un significato che va oltre i tre punti. Il tema della pace ha animato l'intero evento sportivo, con cartelloni colorati, abbracci tra atleti e avversari, parole di rispetto reciproco, terzo tempo conviviale e una voglia collettiva di trasmettere valori positivi attraverso lo sport.

PRIMO TEMPO:  La Virtus Bisceglie prova a farsi vedere subito: dopo appena un minuto Di Franco impegna il portiere Hila, che neutralizza senza problemi. È solo un fuoco di paglia. San Marco risponde immediatamente e riprende il controllo del match. Al minuto 8 Cacchione sblocca il risultato di testa, capitalizzando alla perfezione un corner battuto da Protino: 1-0. Al minuto 21 arriva il raddoppio con la firma di Bevilacqua, imbeccato con intelligenza dal capitano Salerno. Il numero avversario si trova in difficoltà in un'uscita scoordinata con il proprio difensore, e l'attaccante granata non perdona: 2-0. Cinque minuti più tardi, San Marco sfiora il tris con una trama corale da manuale: Bevilacqua lancia Protino, che serve Salerno a tu per tu con il portiere. Il bomber granata, a un passo dal traguardo storico delle 150 reti in maglia granata celeste, non riesce però a trovare il varco giusto. Il portiere ospite si rifugia in corner. Al minuto 33 arriva comunque il terzo gol: Hila respinge un attacco avversario e rilancia d'istinto per Protino, che si avventa sulla palla, si gira in area e insacca il 3-0. Partita apparentemente ipotecata. Ma il calcio, si sa, non perdona le distrazioni. A cinque minuti dall'intervallo Porcelli prova la conclusione da fuori, senza trovare lo specchio. Al minuto 42, però, il tiro di Di Frando colpisce la traversa con la complicità di Hila, e il pallone sembra (o forse è davvero) oltrepassare la linea di porta. L'arbitro non ha dubbi: è gol. 3-1. Gli ospiti ci credono e prima del fischio finale si rendono ancora pericolosi con Di Molfetta, ma Hila è attento e chiude lo specchio. Si va al riposo sul 3-1.

SECONDO TEMPO:  La ripresa si apre con dieci minuti di bassa intensità, ma all'undicesimo la Virtus Bisceglie trova il modo di riaprire la contesa: un pallone in area colpisce il braccio di De Cesare, l'arbitro indica il dischetto e Dell'Olio trasforma con freddezza. 3-2: l'incubo rimonta si materializza. Il match cambia volto. Gli ospiti spingono con più convinzione, cercando il pareggio che sarebbe clamoroso. I ragazzi di mister Iannacone gestiscono il possesso con lucidità, ma l'imprecisione degli uomini offensivi impedisce di mettere al sicuro il risultato. Al minuto 74 Protino serve Salerno al centro dell'area, ma Porcelli anticipa il capitano granata sfiorando addirittura l'autorete. Il momento più drammatico arriva al minuto 94: mischia furiosa nell'area di San Marco, De Marco calcia a colpo sicuro verso la porta. Sembra gol fatto. Ma dalle retrovie si materializza Luigi De Cesare da San Severo, soprannominato The Wall con tutto il rispetto che il soprannome merita: il veterano salva sulla linea di porta e nega il pareggio con un intervento che sa di leggenda. Sul capovolgimento di fronte, Dragano riceve il pallone, salta il proprio marcatore con una finta elegante e deposita in rete il definitivo 4-2. Tre punti conquistati, classifica sistemata.  Il successo consente all'ASD San Marco — con il direttore generale Michele Mossuto al timone della gestione sportiva — di tornare prepotentemente al secondo posto in classifica. Con sei giornate ancora da disputare, il destino della squadra è tornato nelle proprie mani: un traguardo che la società inseguiva e che ora dipenderà esclusivamente dalle prestazioni dei granata celesti.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE CALABRESE A fine gara il presidente Aniello Calabrese ha commentato con la consueta schiettezza: "Sembrava tutto in discesa dopo tre reti in meno di mezz'ora, ma ci siamo complicati la vita da soli. Meno male che avevamo il vecchietto là dietro — parlo di un'autentica bandiera granata celeste che milita con noi da dodici anni. Quando Luigi De Cesare deciderà di appendere gli scarpini al chiodo, ritireremo la sua maglia numero 6 per sempre. Volevamo i tre punti, li abbiamo conquistati e va bene così. Mancano sei finali e il nostro destino è di nuovo nelle nostre mani. Domenica serve un ultimo sforzo, poi tutti potranno ricaricare le energie nella sosta. Ringrazio di cuore chi si è adoperato per realizzare cartelloni e iniziative legate al tema della pace: è stata davvero una bella giornata, dentro e fuori dal campo."

Prossimo appuntamento domenica: San Marco chiamata a un'altra finale per consolidare la propria posizione in vetta alla classifica.