Stampa 

Antonio Nardella Redazione.org

San Marco in Lamis, martedì 13 ottobre 2026 -  Una sconfitta di misura, e che brucia. Davanti al proprio pubblico l’ASD San Marco cede 1-0 al Molfetta Calcio: a far la differenza è il colpo di testa di Cirillo al 32’ della prima frazione. Nell’ultima mezz’ora i padroni di casa, ridotti in inferiorità numerica, si gettano in avanti con generosità, ma la porta ospite resta chiusa. I primi minuti sono di marca celeste granata. Al 8’ Bevilacqua si ritrova solo davanti al portiere ma calcia a lato. Poi la gara cambia padrone e gli ospiti prendono il controllo del gioco. Al 26’ Cubaj spedisce alto, al 30’ lo stesso Cubaj, da pochi passi, colpisce il palo.

La rete è nell’aria e De Cata la evita con un intervento prodigioso sulla conclusione ravvicinata di Morella. Il vantaggio ospite arriva comunque due minuti dopo: dalla bandierina Cubaj pennella per Cirillo, che di testa non lascia scampo all’incolpevole portiere sammarchese. La risposta dei padroni di casa porta la firma di Cacchione, che al 38’ si presenta davanti al portiere avversario trovandolo attento in presa bassa. Tre minuti più tardi ci riprova, ancora a tu per tu, ma l’estremo difensore si rifugia in corner. Poco prima dell’intervallo Nardella recupera palla al limite dell’area e calcia sopra la traversa. Mister Iannacone cambia tre uomini in un colpo solo e la squadra rientra con un altro atteggiamento. Al 7’ Cacchione di testa sfiora la traversa. Al 12’ arriva l’episodio più amaro: Bevilacqua, a porta vuota, non dà forza al colpo di testa, il portiere respinge e lo stesso attaccante manca anche il tap-in da due metri.

Al 15’ Cubaj impegna ancora De Cata, di nuovo reattivo; un minuto dopo Vallario prova dalla distanza ma il portiere blocca a terra. Clamoroso anche l’errore sottoporta di Bevilacqua su una lunga rimessa laterale di Pellegrini. Al 18’ la partita si complica: Fiore, subentrato nella ripresa, rimedia il secondo giallo e lascia i compagni in dieci. Per il Molfetta si aprono spazi, ma Pellegrini e compagni non si arrendono e continuano a costruire palle gol. Al 22’ una conclusione ospite da fuori area termina alta. Al 35’ Vallario batte un corner per Pellegrini, che viene atterrato in area in modo evidente: per il direttore di gara non c’è nulla. Al 40’ Morella, solo contro De Cata, si allunga il pallone e il giovane portiere sammarchese lo anticipa. Un minuto dopo Pellegrini scarica da fuori un tiro che si stampa sulla traversa: è l’ultima chance prima del triplice fischio. Al termine il Direttore Generale Mossuto non nasconde l’amarezza: «La sconfitta di oggi mi dà molta rabbia.

Andrò di persona a Bari, perché penso sia arrivato il momento di trattare l’ASD San Marco con rispetto. È la terza gara consecutiva in cui vediamo due pesi e due misure: evidentemente diamo fastidio a qualcuno. Oggi ho visto tanti miei amici, che hanno ricevuto un encomio per la sportività, alterarsi come indiavolati per l’ennesimo trattamento riservatoci dalle terne. Se diamo fastidio vogliamo saperlo subito, così evitiamo i sacrifici che facciamo e ci dedichiamo ad altro». Poi lo sguardo si sposta sul rendimento della squadra: «C’è qualcosa che non va. Abbiamo regalato, in modo inspiegabile, prima un tempo e poi un uomo. È tempo di primi bilanci ed è giusto che tutti inizino a sentirsi sotto esame». Più analitico il commento di mister Iannacone: «Quando si perde emergono molti difetti. Non abbiamo giocato una buona gara, però siamo arrivati sei o sette volte davanti alla porta, e se sbagli da due metri diventa un problema.

Il primo tempo è stato davvero negativo; nel secondo avevamo ritrovato distanze ed equilibri, creando varie opportunità nei primi quindici minuti. Poi il doppio giallo a Fiore, ingenuo nell’occasione. Anche in dieci l’atteggiamento è stato quello giusto e credo che il pareggio sarebbe stato meritato. Al netto di tutto serve tanto lavoro per essere competitivi in un campionato molto bello e affascinante».

 

ASD San Marco - Le Pagelle